Saluti e botto

December 24, 2006 by roberto · 1 Comment
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Il blog va in vacanza per qualche giorno in occasione delle festività natalizie. Peraltro una rovinosa caduta dalla moto mi ha leso (poco) nel fisico, (di più) nel patrimonio (moto acciaccata, abiti rotti) e (moltissimo) nel morale e nell’orgoglio. Buon Natale.

Requiem per un .it

December 22, 2006 by roberto · 3 Comments
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Nonostante innumerevoli tentativi, il mio nome a dominio .it non è stato registrato. Il NIC dice da ormai sei giorni che è in registrazione, il mantainer dice che la LAR è stata ancora respinta perchè illeggibile, alle mie obiezioni dice di non sapere cosa dire, il NIC è telefonicamente irraggiungibile ed a questo punto temo che sia poco utile mandargli un fax. Ho tentato un ultimo bombing mandandogli altre sei volte la LAR scurita con la fotocopiatrice. Poi mi sono scoraggiato. Francesco in cinque minuti cinque mi ha registrato (credo da casa) un identico nome a dominio .com, e ha pure messo su una pagina “sito in costruzione”. Morale, ciò che in Italia non si riesce a fare in molti giorni, negli USA si fa in cinque minuti. Spunto per quanti riflettono sull’insuccesso delle TLC in Italia. Amen.

Internet sqr(2.0)

December 21, 2006 by roberto · 3 Comments
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Il sito del mio studio, l’avventura continua! Dopo il bombing al NIC sul presupposto che inviando cinque copie dello stesso fax aumenta la probabilità che una sia ben leggibile, finalmente sul loro sito il mio nome a dominio risulta “in registrazione”. Risulta però “in registrazione” da ormai sette giorni. Devo riconoscere la mia ignoranza: non so in cosa poi consista effettivamente questa registrazione, ma posso adesso pensare che sia una cosa complicata, che richiede controlli, procedure minuziose e riti propiziatori, i quali forse richiedono anche l’intervento di Babbo Natale, che – si sa – di questi tempi è molto indaffarato.

Il silenzio dei colpevoli

December 20, 2006 by roberto · Leave a Comment
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Situazione ad oggi relativa alla questione del programma di liquidazione delle spese che gira solo su windows (ma ne viene imposto l’uso a tutti gli avvocati, anche quelli col mac). Risposte al fax inviato al Ministero: nessuna. Risposte alla mail inviata al responsabile presso il Ministero: nessuna. Fortunatamente qualcuno dice autorevolmente qualcosa.

Si, viaggiare

December 20, 2006 by roberto · 1 Comment
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A proposito di treni, esiste un programma che consente di richiedere la relazione desiderata ed ottenere via mail il relativo orario, installabile sul palmare e da qui agevolmente consultabile, ricco di dettagli. Chi lo fa? Le ferrovie tedesche, e chi se no? (Anche quelle svizzere per essere sinceri).

Odissea nell’ospizio

December 19, 2006 by roberto · 4 Comments
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Chissà come sarebbe venuta l’Odissea a Omero se avesse potuto fare esperienza delle nostre ferrovie. C’era una volta la coincidenza. Si basava sull’idea di rete, per cui non potendo creare una relazione specifica tra ciascun nodo, si costruivano individuando grandi direttrici e punti di scambio. Funzionava. Con poche e precise regole. Uno: quando tra l’orario di arrivo di un treno e quello di partenza di un altro ci sono più di cinque minuti, allora è coincidenza. Due: se un treno è in ritardo, la coincidenza aspetta. Ieri dovevo andare a Brescia. Sulla base del concetto prima espresso il viaggio si fa andando a Milano e cambiando per Brescia. Quindici minuti tra i due treni. Ma il treno per Milano, che viene formato a Genova e parte in perfetto orario, ha già venti minuti di ritardo a Voghera. Impossibile recuperare perchè (mi dicono) è vietato (il macchinista ha direttive precise). Una giovanissima ferroviera (non sono tenuta a farlo, precisa), chiama la centrale chiedendo che la coincidenza venga fatta aspettare. Picche. La coincidenza non esiste più. Esistono i manager, che hanno introdotto l’innovativo concetto di “treno dopo” (dopo un’ora). Ecco perchè le ferrovie vanno a scatafascio, perchè non le fanno funzionare più i ferrovieri, ma i manager.

Vigilare

December 18, 2006 by roberto · 3 Comments
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Spiegando il principio di personalità della responsabilità penale, secondo cui per un reato può essere punito solo chi lo ha commesso, Sergio Vinciguerra chiese a noi studenti se pensavamo che ci fosse bisogno di scrivere (addirittura nella Costituzione) una simile ovvietà. Rispondemmo che in effetti ci pareva una cosa ovvia, ma lui ci spiegò che invece era necessario, perchè ci furono tempi e luoghi in cui detto principio non venne osservato, aggiungendo: “vostro compito è vigilare, perchè la barbarie è sempre dietro l’angolo”.

La terra dei cachi

December 17, 2006 by roberto · 1 Comment
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Operare in un sistema che obbiettivamente non funziona limita moltissimo le possibilità di azione e di fatto limita le possibilità di crescita individuale e conseguentemente quelle dell’intero sistema. Un tizio vuole ricorrere contro una sanzione amministrativa che gli è stata inflitta e che è molto probabilmente illeggittima. Vuole ricorrere, ma la competenza è a Genova e lui è lontano. Nell’anno di grazia MMVI il ricorso richiede per forza in calce un mandato autografo originale. Il fax, l’e-mail, la firma digitale non esistono, esiste solo un farraginoso sistema di autentiche incrociate per i fax, che implica la nomina di due avvocati, e comunque l’esistenza di un pezzo di carta. Il mandato spedito per posta mercoledì lo sto ancora aspettando e lunedì spira il termine per il ricorso. Eppure nell’anno di grazia MMVI ne esistono di mezzi per trasmettere con sufficiente grado di attendibilità la propria volontà. Mi torna in mente la lucidissima lezione di Gianni Marongiu, secondo cui riformare un sistema che non funziona non lo fa funzionare, perchè le riforme hanno successo solo se si inseriscono in sistemi già funzionanti: “se la vostra macchina ha il motore imballato, è inutile cambiare le ruote, rinnovare l’assicurazione o fare benzina, cambiare la marcia o tirare il freno a mano. Se prima non riuscite a far girare bene il motore, quella è una macchina da cui non resta che scendere”.

Io speriamo che se la cavino

December 16, 2006 by roberto · 1 Comment
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E così anche l’annuale kermesse degli scritti di abilitazione alla professione di avvocato è dietro le spalle. Una mostruosa fatica di tre giorni consecutivi due pareri e un atto, in mille a provarci in mezzo ad una confusione pazzesca. Ci sono passato (ovviamente) anche io e lo ricordo come un incubo. Un avvocato è altro che due pareri e un atto. Ai miei tempi Genova era una sede considerata “difficile” e chi non si sentiva naturalmente predestinato emigrava, limitatamente all’esame, altrove. La sede prediletta era Catanzaro, con il suo 99% di promossi. Un simile andazzo non poteva essere tollerato e venne deciso che potevano dare l’esame in un certo posto solo quelli che erano li residenti da almeno sei mesi. Figurarsi! Non occorre chiedersi chi le faccia certe pensate, perchè il seguito è ai confini della realtà. Tutti trasferivano la residenza a Catanzaro sei mesi prima dell’esame. Un simile andazzo non poteva essere tollerato. E’ stato deciso che gli scritti di ogni sede vengano corretti da un’altra estratta a sorte dopo l’esame. Del tipo: è inutile che vada a dare l’esame a Catanzaro se poi gli scritti verranno corretti a Genova. Siccome Genova è rimasta una sede difficile e Catanzaro una pacchia, ciò che prima era frutto di una scelta (di cui ti assumevi la responsabilità), adesso è frutto della sorte. La logica della lotteria applicata alla abilitazione professionale. L’unica contromisura che mi viene in mente è andare a dare l’esame nella sede peggiore in assoluto, così almeno quella la scansi. Mi chiedo se capiranno che il problema si annida nelle eccessive (e inspiegabili) disparità tra le sedi, prima che decidano di distribuire abilitazioni con il gratta-e-vinci.

Mistero della Giustizia

December 15, 2006 by roberto · 3 Comments
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Non appena ho scoperto che l’applicativo SIAMM per la liquidazione delle spese di giustizia non funzionava sul Mac, ho cercato di fare qualcosa: ho mandato un fax al Ministero; ho scritto a Punto informatico, a Gnuvox, a Fiorello Cortiana a Beppe Grillo (indice questo di vera disperazione). Nessuno mi ha nemmeno minimamente considerato. Adesso grazie anche alle preziose indicazioni di Francesco, ho inviato una mail al responsabile del progetto. Per come stanno andando le cose non mi aspetto granchè. Comunque staremo a vedere.

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