Telepersecuzione/2
La Rai mi ha scritto di nuovo meravigliandosi che non risulti tra gli abbonati alla tv, ma questa volta mi ha scritto in studio! Pensano forse che in uno studio legale si guardi la televisione? Non me la sento di archiviare questa cosa annoverandola tra le tante assurdità cui ormai ci hanno fatto abituare, perchè potrebbe essere un insidioso modo di mettere le mani avanti…
Mi metto a piangere
Continua la telenovela della registrazione del mio nome a dominio: oggi il NIC ha respinto per la terza volta la mia richiesta perchè “la lettera è parzialmente illeggibile a causa di errore nella trasmissione fax”. Senza parole. Adesso gliela invio di nuovo…
Telepersecuzione
Un bel giorno di alcuni anni fa la RAI mi scrisse meravigliandosi che non risultassi tra gli abbonati alla TV. Risposi avvocatescamente con lettera raccomandata che non avevo il televisore. Il mese dopo la Rai mi scrisse meravigliandosi che non risultassi tra gli abbonati alla TV. Provai pragmaticamente a telefonare e mi dissero che valevano solo le risposte date con la loro cartolina, non prima di avermi reso edotto delle conseguenze cui si espongono i furbastri che raccontano di non avere la televisione. La cartolina non conteneva l’opzione “non ho la TV”. La aggiunsi nelle note e inviai la cartolina. Il mese dopo la Rai mi scrisse meravigliandosi che non risultassi tra gli abbonati alla TV. Decisi italicamente di ignorarli. Facessero quello che vogliono, tanto non ho la TV. Adesso ogni anno la Rai mi scrive, meravigliandosi che non risulti tra gli abbonati TV. Possibile che gli risulti così incomprensibile che un cittadino non voglia per scelta deliberata guardare gli orrendi programmi tv e che magari essendo intellettualmente vivace preferisca libri dischi mostre musei teatri cinema o che magari essendo socialmente vivace preferisca amici ristoranti amanti o che magari essendo definitivamente stanco qualche volta voglia andarsene a dormire? Ma soprattutto…come fare a convincerli a lasciarmi in pace?
Ma poi ci hanno pensato
Così ieri i temi d’esame occupavano un’unica pagina…siccome l’intestazione è l’unica cosa che non poteva essere modificata per nessuna ragione al mondo, mi resta da capire se hanno usato un’ interlinea inferiore, se hanno scelto apposta questioni più brevi o se (come pare) sia solo un caso.
Internet -2.0
Mi sono messo in testa di farmi il sito dello studio. Sull’onda dell’entusiasmo richiedo on line a $noto_provider la registrazione di acconcio nome a dominio. Tutto a posto in pochi secondi, solo che è un .it ed allora si deve mandare al NIC la lettera di assunzione responsabilità. Fatto via fax in pochi minuti seguendo il modello fornitomi. Il giorno dopo, la richiesta di registrazione è respinta. $noto_provider mi dice che la LAR non andava bene perchè avevo tolto l’indicazione della versione (la avevano scritta loro, pensavo riconoscessero la versione). Rifaccio tutto. Oggi la richiesta viene respinta. La LAR non andava bene perchè non avevo indicato l’organizzazione, il legale rappresentante e chi mi aveva delegato. Il fatto è che io sono un professionista individuale. A questo punto mi studio bene la questione e uso il modulo di compilazione guidata presente sul sito del NIC. Esce una lettera dalla quale risulta che mi sono delegato da solo quale rappresentante di me stesso. La invio. Attendo fiducioso.
Non ci avevano pensato
E’ iniziata ieri la annuale kermesse degli esami di abilitazione alla professione di avvocato. Un esame in grado di dire tutto sul tuo conto, meno se sei in grado di fare l’avvocato. Ieri diritto civile: due pareri, tra cui il candidato deve scegliere, vengono dapprima letti poi fotocopiati e distribuiti. Occupavano una pagina e due righe della successiva. Oltre mille candidati, se si fosse riusciti a fare stare tutto su una pagina si sarebbero risparmiate mille fotocopie per ciascuna sede di esame (una presso ogni Corte di Appello della Repubblica). Come si poteva fare? Bastava fare appena un poco più piccola l’intestazione “Ministero della Giustizia” che in perfetto stile manuale Cencelli occupa da sola mezza pagina.
Hello (quasi)world!
Padre Guglielmo Quaglia, insigne grecista e mio insegnante al liceo, una volta espresse il proprio disappunto per una medietà che non gli apparteneva definendo “quasi normale” un alunno di cui stava dando un parere positivo: Protagora diceva che l’uomo è la misura di tutte le cose, quelle che sono in quanto sono, e quelle che non sono in quanto non sono, e di conseguenza a lui – uomo di eccezionale intelletto – sembravano del tutto normali solo quelli intelligenti come lui. Gli era estraneo il concetto di normalità, che a lui sembrava “un po’ meno”. Feci mia quella battuta e da troppo tempo, se mi chiedete “come va?” rispondo “quasi normale”. Il fatto è che a quanti abbiano un concetto elevato del mondo, davvero sembra di vivere in un quasimondo. Mi piace sperare che anche dalle pagine di un blog possano diffondersi i germi per un mondo migliore (bum!)
Regresso tecnico
Il Ministero della Giustizia ha avviato la sperimentazione in alcuni Tribunali (tra cui Genova da dove scrivo) per l’invio telematico di alcune istanze di liquidazione di spese. Per fare ciò si dovrebbe usare un software realizzato in Java dal ministero, solo che detto software gira solo su windows con internet explorer, talchè nè è del tutto precluso l’uso a chi come me usa il Mac. Se si pensa che dal 2 gennaio 2007 per queste richieste di liquidazione sarà obbligatorio l’invio telematico, si capisce come la cosa di fatto mi obblighi a comprare un computer con windows. Richiesto di lumi, il tecnico del ministero che ha illustrato il programma, ha candidamente affermato di non sapere cosa dire. Trovo questa scelta assurdamente penalizzante, specie perchè ci troviamo di fronte ad un prodotto realizzato in Java, ma in una versione (dicono) che funziona solo con windows.
Eppure l’adozione di soluzioni open avrebbe potuto migliorare le possibilità di successo del progetto e ridurne i costi.
Mah….
Vivere pericolosamente
“Allerta meteo 1: previste forti piogge”, almeno secondo i tabelloni luminosi del Comune. Ora, la pioggia batte questo pianeta ben da prima che lo calcasse l’uomo, ed anche io, nel mio piccolo, ricordo che quando ero bambino già talvolta piovesse. Eppure siamo sopravvissuti armati solo della lieta rassegnazione con cui si assiste agli eventi naturali. Certo, qualche volta ci sono state alluvioni, ma tutti siamo sempre stati concordi a ritenerle casi eccezionali. Perchè allora tanto allarmismo? Ho in mente due ipotesi: la prima è che su quei tabelloni qualcosa comunque vada scritto, la seconda è che se qualcuno scivola sul selciato bagnato, il Comune potrà difendersi dicendo che lo aveva avvisato. In realtà c’è una terza opzione, ed è che oggi bisogna riempirsi la bocca e dire solo “Portatevi l’ombrello” evidentemente non la riempie abbastanza.
fatequalcosadisinistra/1
Abolite il “normale controllo”, e ciò per un solo motivo: sottende la sgradevole idea che neppure non fare nulla di male ti mette al sicuro.
