Entries from January 2007 ↓

2010 Odissea due.

Ci sono ricascato: ieri sono di nuovo dovuto andare a Brescia, ed ho ripreso il treno. Mi piaceva l’idea di leggere e sonnecchiare e lavorare col portatile e mandare mail con il BlackBerry e non bruciare benzina. Insomma le solite cose per cui il treno è meglio. Sarebbe meglio. Constato infatti che è impossibile arrivare da Genova a Milano in orario, e che il ritardo è impossibile sia inferiore a quindici minuti. I treni per Venezia, invece, nascendo tutti a Milano, partono che spaccano il secondo (quanto all’arrivo…chissà). Conseguenza ne sia che è inevitabile perdere la coincidenza. Ed alla centralona di farla aspettare non ne vogliono neppure sentir parlare. Neppure un minuto, che poi sarebbe quello necessario. Si, perchè il treno arriva in ritardo da Genova, ma appena lo stretto necessario per consentirti (sarà una sorta di premio di consolazione) di vedere la tua coincidenza che ti chiude le porte in faccia e se ne va. Successo a me personalmente tre volte su tre. La sfiga prospera tra Genova e Milano, perchè al ritorno, partendo da Brescia, le cose vanno in genere meglio. Prendo la mia coincidenza e a bordo mi informano che faranno fermate straordinarie a causa della soppressione di un altro treno, ma di stare tranquilli, perchè la coincidenza per il levante e la Toscana è garantita a Genova Principe. Mentre discutevo con l’ufficio immigrazione di Brescia mi sono perso qualcosa?

NO alla pena di morte.

Sono un giurista, anzi, un giuspenalista, e sono contrario alla pena di morte. Mi fa piacere che si stia cercando di ottenere una moratoria delle esecuzioni ed anzi di cancellarle dalla faccia della terra. Trovo raccapricciante quello che ho letto sul giornale, e cioè che si vorrebbe ottenere una moratoria “graduale”. Graduale? E a quelli che intanto verranno gradualmente fatti secchi che gli dicono?

Dalla teoria alla pratica

Anno Domini MMVII, sonnacchioso sabato mattina, in un ufficio giudiziario della Repubblica:

- Ecco l’istanza cartacea, vi lascio anche l’istanza “telematica” SIAMM (su un floppy)?

- Uhm, in effetti ci vorrebbe anche quella, ma tu lascia stare…

- Sicuro?

- Si, perchè tanto il programma NON FUNZIONA!

Il giorno della memoria

Qualche giorno fa sono andato a vedere a teatro un gruppo di colleghi avvocati (Avvocati alla ribalta) che ha messo in scena il processo di Norimberga, basandosi sugli atti processuali. Iniziativa molto interessante da un punto di vista teatrale. Qui lascio solo poche osservazioni sparse.

1. Accusati di crimini contro la pace per avere intrapreso guerre di aggressione, gli imputati si difesero dicendo che invece si trattava di guerre di difesa preventiva. Non voglio essere polemico, ma questa cosa mi sembra di averla sentita di nuovo in tempi recenti.

2. Le leggi naziste sull’eutanasia sono il motivo principale per cui, con buona pace del povero Welby, sono contrario ad ogni forma di eutanasia, perchè si sa da dove si parte e non si sa dove si va a finire, intaccare certi principi non porta da nessuna parte o se porta da qualche parte porta in genere in un brutto posto.

3. Mi ha colpito come tutto quell’enorme pasticcio sia potuto partire da questioni economiche, che tutto sia stato reso possibile dalle condizioni dell’economia tedesca, che doveva essere risollevata ad ogni costo. Insomma, penso che dare troppo peso alle questioni economiche possa - come dire - fare perdere di vista qualcosa.

4. Mi ha colpito poi l’approccio burocratico a questioni che coinvolgevano la vita di milioni di persone. Insomma una deportazione di massa non era un problema etico (cosa stiamo facendo a questi poveracci? Soffriranno? Moriranno?) ma un problema pratico (come facciamo a portarli dal punto A al punto B senza che ne muoiano troppi?).

Insomma, ditemi se sbaglio, ma la mia impressione è stata che il nazismo sia stato (anche) una sorta di delirio collettivo, in cui potevano accadere le cose più pazzesche perchè tutti erano pronti ad eseguire qualunque assurdità, a commettere qualunque delitto, solo perchè gli avevano detto di farlo. La responsabilità credo si annidi in questa autoassoluzione di ognuno, per cui tutti eseguivano gli ordini. Se molti avessero avuto un approccio diverso e non avessero eseguito gli ordini forse le cose sarebbero andate diversamente.

Il discorso si fa troppo articolato, voglio solo aggiungere che è roba successa poco tempo fa e praticamente qui. Vedo ancora in giro alcuni germi pericolosi. Vigiliamo.

Legittima difesa

Ricevo una telefonata:

INT.: Buongiorno sono Pinco Palla della $nota_casa_editrice, volevo comunicarle che…

IO: Lo sa che il garante dice che queste telefonate non sono permesse?

INT.: Certo, il nostro rappresentante è nella sua zona domani…

IO: Si, ma il garante dice che non può farmi queste telefonate.

INT.: Il rappresentante viene domani, può riceverlo di mattina o di pomeriggio?

IO: Mi ha sentito?

*CLICK* … tu tu … tu tu …

Certo lo so, forse sono stato antipatico con una persona che stava lavorando (anche IO stavo lavorando prima dell’interruzione) e forse la mia interpretazione delle parole del garante è un po’ eccessivamente restrittiva…ma chiedermi non SE voglio ricevere il loro rappresentante, ma solo QUANDO, mi pone automaticamente in stato di difesa legittima.

Pirati/2

La Cassazione ha fatto una sentenza con la quale ha ritenuto che non fosse reato scaricare musica per uso personale. Piaccia o no, la Cassazione ha il potere di decidere, e di solito lo fa. Leggo sul Corriere della Sera di domenica scorsa che il presidente SIAE ha definito la sentenza “uno scivolone” e aggiunge “il centro studi giuridici della SIAE sta già predisponendo le opportune iniziative per annullare i pericolosi effetti della sentenza. Non escludiamo di agire immediatamente in sede legislativa. Non si possono più lasciare agli operatori del diritto margini così ampi di interpretazione”.

Sono affermazioni di una gravità inaudita. Significano: “quando i giudici non fanno cose che ci piacciono, sbagliano. Chiameremo i nostri amici in parlamento e faremo cambiare la legge in modo che i giudici abbiano le mani legate”.

Da giurista, togliere agli operatori del diritto i margini di interpretazione ha un solo nome: totalitarismo.

Pirati

Un po’ di tempo fa un ragazzo comprò per sè da un pirata del software illecitamente duplicato. Il pirata, che faceva questo lavoro su vasta scala, gli inviò i prodotti richiesti a mezzo corriere, così, quando lo pinzarono, fu facile risalire ai suoi clienti. Quindi anche al ragazzo di prima: la sua casa fu perquisita, il suo computer sequestrato e lui denunciato. Ci vollero anni, ma alla fine la Procura si convinse che l’uso personale non era reato, il computer venne restituito, il procedimento archiviato e gli atti mandati all’autorità competente per la sanzione amministrativa. Venne emessa una multa di cinquemila euro, perchè l’amministrazione ritenne che ogni singolo supporto (floppy o cd) dovesse scontare una sanzione autonoma. La legge sulle sanzioni amministrative dice però una cosa molto diversa, e lo facciamo presente. Passano altri anni, l’amministrazione risponde che sbagliamo, la multa passa a sedicimila euro. Ricorriamo al Tribunale, che sospende la sanzione e fissa udienza per parlarne a dicembre. Ci sono sempre dei giudici a Berlino.

Batti un colpo

Continua l’avventura ai confini della realtà: ho detto qui della questione del programma SIAMM per le spese di giustizia. Ebbene, nessuno, proprio nessuno mi ha minimamente preso in considerazione. Tranne una funzionaria locale, la quale mi risponde (cito in modo testuale):

“E’ pur vero che attualmente esistono S.O. forse più economici e forse più funzionali, ma se il Ministero non ne ha tenuto conto fino ad ora ci sarà una ragione e francamente non penso debba spiegarlo a noi“.

Il dio-ministero, cioè, non sbaglia mai, se fa qualcosa ha le sue ragioni e non è tenuto a dirle ai sudditi. La rivoluzione francese non è mai avvenuta. Commuove tanta fede di una ministeriale nel suo ministero.

Peccato che soggetti dotati di migliori facoltà critiche non siano della stessa opinione e commettano l’orrido sacrilegio di mostrare che il re è nudo.

Intanto io mi sono attrezzato e sono in grado di compilare le istanze telematiche SIAMM (il collega di studio mi lascia usare il suo programma installato sul suo PC). Contatto la cancelleria del giudice che per primo sarà destinatario di tale prodigio tecnologico. Mi dicono che non devo mandare a loro l’istanza ma ad un certo ufficio che raccoglie le istanze per tuti i giudici. Qui mi dicono che loro non hanno (avevano, ma gli hanno tolto, forse l’hanno fatto apposta) la posta elettronica, e che non sanno usare le chiavette usb, e che non sanno usare neppure il programma SIAMM. Ecco la soluzione: portate la solita intramontabile istanza di carta, unite un floppy con l’istanza “telematica”. Io mando avanti quella di carta e se qualcuno si lamenta gli piazzo il floppy.

Un accorato appello: da cittadino contribuente, vi supplico, smettete di buttare soldi nel cesso in questo modo solo per complicarmi la vita, impiegateli in qualcosa di più serio, magari assumere un paio di cancellieri in più, oppure comprare qualche risma di carta…

Customer contempt

Oggi una mail di $noto_provider (con cui non ho più molti rapporti) mi comunica che cambia il numero dell’assistenza tecnica, un numero a pagamento (come quello di prima, del resto) e mi rinfresca la memoria sulle tariffe. Posso capire che si voglia tentare di porre un argine per limitare i tempi di attesa e quindi far si che l’utente chiami solo se ha qualcosa da serio da dire, ma il bello viene dopo, quando mi ricordano che è sempre comunque attivo il numero gratuito XYZ per le informazioni commerciali. Vale a dire: prima di avere fatto il contratto puoi chiamare come e quando vuoi a nostre spese. Dopo che hai fatto il contratto sei solo un inutile rompiscatole ed anche se vuoi denunciare nostri disservizi devi pagare tu, così ci pensi due volte.

Ma la sanità.

Come dissi, sono caduto dalla moto. Potente anche l’impatto con la sanità pubblica. Il giorno dopo sono andato al pronto soccorso perchè mi faceva male una mano. Tre minuti dopo l’ingresso sono già davanti al medico il quale, sentito l’accaduto, per prima cosa si lagna a lungo del fatto che non dovevo essere indirizzato a lui (chirurgia) poi si lascia andare a basse insinuzioni sul motivo per cui non mi ero recato al p.s. la sera precedente, infine mi prescrive una raffica di radiografie e mi indirizza a radiologia. A radiologia mi dicono che secondo loro tutte quelle lastre mi fanno più male della botta, e mi suggeriscono di scremare, anche perchè conoscono il medico richiedente come solito ad abbondare un po’ con gli esami. Chiedo di parlare con un ortopedico che, diamine, saprà capire se c’è il sospetto che qualcosa sia rotto. Il radiologo va prima ad esporre il caso, temendo che l’ortopedico confermi le richieste del chirurgo per non fargli dispiacere (io temevo che le revocasse per fargli dispetto). Nel frattempo seconda tornata di insinuazioni sul fatto che gli avvocati dicono che è meglio andare dall’assicurazione con TANTE lastre. Diamine, IO sono avvocato e non ho mai detto una cosa simile a nessuno. Alla fine, dopo la visita patteggiamo solo una lastra alla mano, che fa davvero MOLTO male. Modesta scheggiatura dell’osso presso la falange, nulla di grave ma tanto fastidio. Glielo stecchiamo. Ehm…le stecche sono finite. Vada a comprarsi un tutore e ci vediamo tra venti giorni per lastra di controllo. Il primario era davvero competente e la coreografia delle pornoinfermiere che lo circondavano davvero gustosa (proffe! Le faccio un caffè?!). Venti giorni dopo, salvo qualche difficoltà per pagare il ticket (le macchine automatiche non accettavano il bancomat, ed io dopo bersani ho solo quello) la lastra e la visita specialistica vanno abbastanza lisce e rapide.

Due cose: il p.s. non stampa le lastre, le guardano a schermo e il reparto specialità della visita di controllo le ha recuperate in rete, mentre il reparto stesso usa il vecchio sistema delle lastre fotografiche. Infine, e non per andare controcorrente, devo dire che per pochi soldi (costo totale dell’operazione 50 euro) ho ottenuto prestazioni molto buone, rapide e senza essere maltrattato (troppo). Insomma a me è sembrato che la sanità pubblica non vada tanto male…