Ponzio Pilato

Da ieri Romania e Bulgaria fanno parte dell’Unione. Solo da poco mi sono state chiarite le motivazioni geopolitiche che richiedono l’estensione dei confini dell’Impero. Tra le altre conseguenze, da ieri non sono più extracomunitari tanti soggetti che fino a ieri l’altro erano oggetto delle continue attenzioni dell’ufficio immigrazione. Ecco la storia: l’ufficio immigrazione espelleva i rumeni senza permesso di soggiorno, finchè (sulla base di una certa giurisprudenza) si è iniziato a dire che essendo in procinto di diventare tutti cittadini comunitari, a loro non poteva più applicarsi la legge sugli immigrati non comunitari. Qualche giudice di pace, competente per i ricorsi contro le espulsioni, si accoda. La Questura resiste sostenendo che, finchè non son dentro son extracomunitari (e fin qui ha ragione anche se lo spreco di risorse e la ingiustizia sostanziale sono evidenti) e che comunque per i primi tempi ci saranno limitazioni alla libera circolazione (e qui sbagliano). A novembre viene espulsa una giovane rumena. Fa ricorso dicendo che presto sarà cittadina comunitaria e chiede che la decisione venga rinviata al 2007 per vedere cosa succede. La Questura si oppone con le solite argomentazioni e il giudice rinvia a dicembre e a dicembre fa discutere la causa. Si riserva la decisione. Ad oggi la riserva non è stata ancora sciolta.

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