Kitsch

Ripensando al fenomeno per cui oggi pare che non si possano più dire le cose semplici, ed anzi bisogna sostenere la povertà dei concetti con la ricchezza delle parole, mi viene in mente una bella definizione di kitsch. Kitsch è una parola tedesca generalmente tradotta con “cattivo gusto” ma che secondo Hermann Broch indica in realtà quella demistificazione con cui si cerca di ricoprire un minimo di valori etici con un massimo di valori estetici. Calzante no?

Comments 2

  • pausa per un pensiero sul kitsch….

    il kisch, visto in un modo differente, lasciando perdere il gusto
    estetico “tradizionale”, può essere interessante, diverso, ma non
    brutto!!! L’amore per il kitsch è un modo di osservare le cose da una
    prospettiva diversa….
    Insomma Kitsch è bello!!!

    E quando scrivo questo guardo con orgoglio alla mia collezione di
    oggetti Kitsch (Dai porta sigarette di Mao, alle “sfere di neve”
    souvenir di svariate città, anche le Hawaii)

  • […] A proposito di uso delle parole: gli spazietti in cui mi lasciamo mettere la macchina ad alto prezzo si chiamano “isola azzurra”, insomma un’oasi di felicità per farmi dimenticare la realtà di una squallidissima gabella. La palma del vero genio, al quale tutti dovremmo inchinarci, va comunque a quell’uomo che, posta una lampadina in cima a un palo, è riuscito a vedere centinaia di questi accrocchi al comune, solo battezzandoli “semaforo – sentinella”… […]

Leave a Reply

%d bloggers like this: