Batti un colpo

Continua l’avventura ai confini della realtà: ho detto qui della questione del programma SIAMM per le spese di giustizia. Ebbene, nessuno, proprio nessuno mi ha minimamente preso in considerazione. Tranne una funzionaria locale, la quale mi risponde (cito in modo testuale):

“E’ pur vero che attualmente esistono S.O. forse più economici e forse più funzionali, ma se il Ministero non ne ha tenuto conto fino ad ora ci sarà una ragione e francamente non penso debba spiegarlo a noi“.

Il dio-ministero, cioè, non sbaglia mai, se fa qualcosa ha le sue ragioni e non è tenuto a dirle ai sudditi. La rivoluzione francese non è mai avvenuta. Commuove tanta fede di una ministeriale nel suo ministero.

Peccato che soggetti dotati di migliori facoltà critiche non siano della stessa opinione e commettano l’orrido sacrilegio di mostrare che il re è nudo.

Intanto io mi sono attrezzato e sono in grado di compilare le istanze telematiche SIAMM (il collega di studio mi lascia usare il suo programma installato sul suo PC). Contatto la cancelleria del giudice che per primo sarà destinatario di tale prodigio tecnologico. Mi dicono che non devo mandare a loro l’istanza ma ad un certo ufficio che raccoglie le istanze per tuti i giudici. Qui mi dicono che loro non hanno (avevano, ma gli hanno tolto, forse l’hanno fatto apposta) la posta elettronica, e che non sanno usare le chiavette usb, e che non sanno usare neppure il programma SIAMM. Ecco la soluzione: portate la solita intramontabile istanza di carta, unite un floppy con l’istanza “telematica”. Io mando avanti quella di carta e se qualcuno si lamenta gli piazzo il floppy.

Un accorato appello: da cittadino contribuente, vi supplico, smettete di buttare soldi nel cesso in questo modo solo per complicarmi la vita, impiegateli in qualcosa di più serio, magari assumere un paio di cancellieri in più, oppure comprare qualche risma di carta…

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