Entries from February 2007 ↓

Pagliacceria rusticana

Ieri al Teatro dell’Opera in scena Pagliacci e Cavalleria Rusticana. Solo poche note: darei qualche punto in più a Mascagni rispetto a Leoncavallo. Entrambe le storie sono molto esili, ma credo che gli autori non avessero in mente di raccontare grandi storie ma solo di ricreare un ambiente. Pagliacci: migliore l’allestimento teatrale rispetto a Cavalleria e meno bella la musica; Cavalleria, migliore la musica, non mi è piaciuta la regia teatrale, basti pensare alla fine, nel momento di maggior pathos, sporcato da una eccessiva movimentazione di scena e da una vestizione finale della cantante poco rispettosa dei tempi musicali (molto brevi, con le comparse visibilmente affrettate). Note di contorno: mi è dispiaciuto che alla fine non abbiano aperto il sipario per gli applausi; per celebrare la tecnica “teatro nel teatro” (funziona sempre da Shakespeare a Pirandello) vista in Leoncavallo, alla fine della serata il pubblico ha messo in scena la rappresentazione “L’assalto al forno delle Grucce” (all’uscita regalavano cioccolattini). Note personali: una comparsa era persona a me vicina, ed è stata davvero brava, perchè è riuscita ad essere una presenza e non una sagoma di cartone. I posti di galleria sono davvero infami, lo spettacolo che ho visto meglio è stato “Nuca dello spettatore davanti”. Impeccabili i cantanti il coro e l’orchestra, ma questo non necessita di sottolineature.

Date a Cesare…

Avevo detto di programmi per calcolare l’orario dei treni messo a disposizione da alcune compagnie ferroviarie europee: stavolta le ferrovie italiane hanno stupito tutti, con un sito onestamente molto ben fatto, che non solo consente di consultare l’orario, ma anche di seguire in tempo reale i treni e sapere dove sono in un dato momento. Consultabile anche da mobile, una vera figata. Due osservazioni.

La prima, bella trovata la tecnica usata per avere i dati, non complicate menate satellitari, ma una semplice rilevazione presso le stazioni, sono tante e ben distribuite e sono i posti in cui si prende il treno (fregassai sapere se è in mezzo alla campagna, mi interessa sapere quando è in stazione).

La seconda è che le ferrovie, non riuscendo a fare viaggiare in orario i treni, investono su mezzi sempre più sofisticati per informare dei ritardi. In effetti le compagnie ferroviarie di cui all’inizio non hanno bisogno di un simile servizio: per sapere dove sono i loro treni in un dato momento, basta consultare l’orario.

Appello ai volenterosi

Il processo telematico sta venendo una vera schifezza. Se ne stanno accorgendo in molti. Dopo sette anni è ancora in fase sperimentale. Tutto ciò ha delle ragioni. Ricordo quando sette anni fa mi presentai al referente del progetto per offrire la mia disponibilità. Mi spiegò alcune cose. Mi mostrò come era facile fare un sito, bastava scaricarne uno, prendere i sorgenti, cambiare le scritte et voilà (intanto mi mostrava la sua bozza di sito, uguale in modo inquietante a quello della Microsoft). Quando però proclamò che comunque la base di tutto doveva per forza essere Word, ed io obbiettai che non mi pareva una bella scelta per tante ragioni (sicurezza, logiche proprietarie, campi macro e firma digitale solo per dirne alcune) allora capii due cose:

La prima che la mia collaborazione era già finita;

la seconda ve la lascio immaginare.

Vorrei lavorare ad una proposta di progetto “leggera” del processo telematico, ho aperto una pagina su questo blog per farlo, e chiedo l’apporto di tutti, non per formulare un progetto da sottoporre a chi di dovere (inaccoglibile, perchè non consentirebbe trasferimenti di soldi ad eventuali soggetti da favorire) ma per dimostrare che fare le cose in modo diverso sarebbe possibile…

Ancora?

Sono ossessionato dai semafori, nella mia città esistono piantagioni di semafori, intere foreste di semafori, forse sono diventato sensibile all’argomento da quando ho smesso di prendere il treno per venire a lavorare e prendo la macchina.

Nel mio percorso tra la macchina e l’ufficio, incontro un semaforo pedonale. Lo trovo sempre rosso. Ed è lunghissimo. La cosa che non capisco è che quando è rosso per i pedoni è verde per le automobili, ma allora perchè quando passo di li in macchina lo trovo sempre ugualmente rosso?

Non penso che sia io a portare male, quindi ragiona che ti ragiona, ho capito: il fatto è che il periodo di verde per entrambe le direzioni è talmente breve che quando lo vedi in lontananza verde non riesci a raggiungerlo prima che diventi rosso e l’unico modo per raggiungerlo verde è vederlo rosso. Ma il cervello registra solo che era rosso e per fortuna è durato poco…mah!

Customer contempt/3

Altro problema che spesso rilevo nella mia città e che mi da un certo fastidio, è la sostanziale impossibilità di scegliere, intendo dire: nei negozi c’è pochissimo assortimento e se hanno deciso (chissà chi, chissà dove) che quest’anno si porta il maglione verde, inutile chiedere un maglione blu. Una volta cercavo un disco di un autore un po’insolito e nel più grande negozio di dischi della città mi suggerirono di andare in un negozio piccolo, che potesse contattare direttamente il distributore, perchè - mi dissero - per la grande distribuzione vale la regola che, se sotto la Madonnina hanno deciso che si ascolta Beethoven, è inutile che tu chieda Mozart.

Il problema qui in generale è però che i negozi non tengono la merce, e la frase più frequente che ci si sente dire è “non ce l’ho, glielo ordino” (per i più furbi: “l’ho appena finito, glielo ordino”. Da noi si lavora solo sul venduto.

Una volta cercavo una stampante non usuale. Giro di negozi. Dopo molti “gliela ordino” ed avere addirittura incontrato due negozi che dopo avere detto di averla, alla richiesta di darmela, hanno confessato che dovevano ordinarla (uno la aveva, ma intendeva a listino, l’altro aveva il “magazzino virtuale”, dove non teneva merce che non aveva), con uno, sbotto: “ma perchè a Milano si trova sempre tutto?”. “Perchè a Milano hanno più soldi e possono permettersi di pagare oggi ciò che venderanno tra tre mesi”. “No, perchè a Milano non hanno paura di spendere i loro soldi, la verità è che oggi lei non ha venduto una stampante”.

Customer contempt/2

Condivido in pieno le considerazioni del sig. Bubboni: e bubbamente aggiungo una mia considerazione indotta da un piccolo ed insignificante evento della vita di tutti i giorni (ma non dimenticate mai da quale città scrivo): poche settimane fa ho comprato due paia di braghe in un pretenzioso negozio del pretenzioso corso cittadino. Le braghe non erano pretenziose, ma le ho pagate ugualmente una somma non grande ma, diciamo, altrove le avrei trovate a meno. Del resto la qualità ha un prezzo. Oggi su di esse non si rinviene un solo bottone superstite (ne avevano tre ciascuno, forse una misura antistupro, boh?). Ne deduco che fossero cuciti male. E la qualità?

Ecco, io sono disposto a pagare tanto per una cosa che valga tanto, accetto che una cosa che costa poco valga poco, ma quello che davvero non sopporto più (e invece pare essere la regola) è pagare tanto cose che valgono poco.

Vicenza

Mi ha ovviamente confortato apprendere che la manifestazione di Vicenza si è svolta senza incidenti. Mi ha ovviamente sconfortato (anche se non sorpreso) apprendere che il governo è seriamente intenzionato a sciacquarsene.

Ho sentito da alcune parti dire che il governo è spaccato al suo interno, che soffre di sdoppiamento della personalità, che c’e’ scollamento tra le sue varie anime. A me non sembra proprio. A me il governo sembra assolutamente coerente e compatto.

Se c’è scollamento è semmai tra il governo e il suo elettorato, un elettorato che si aspettava certe scelte (e che in effetti era stato indotto a formarsi un affidamento in tal senso) ed un governo che non ci pensa nemmeno a farle.

Questo problema non smetterà mai di porsi con il governo (questo, quello di prima, quello di dopo, uno qualunque) finchè non si capirà che politica è mediazione degli interessi e non individuazione e vittoria del’interesse più forte.

Blu area

Ho detto qui di una recente sentenza di Cassazione - di cui non si sente più parlare - che diceva qualcosa di interessante per la Blu Area. All’epoca intervenne sulle pagine del quotidiano cittadino l’amministratore delegato della società che gestisce i posteggi, sostenendo che quanto affermato dalla Corte di Cassazione (anche se s’era scritto la Corte Costituzionale) non doveva trovare applicazione dalle nostre parti, riferendosi sostanzialmente all’opinione espressa dall’assessore, che lui riporta.

Subito scrissi al quotidiano, ma ovviamente non mi ha preso in considerazione nessuno, cosicchè riporto qui il testo della mia mail:

Leggo l’articolo di M. V. sulle zone blu comparso sul quotidiano di oggi.

Innanzitutto la sentenza non è della Corte Costituzionale ma della Corte di Cassazione (peraltro le Sezioni Unite), che sono due organi diversi per ruolo, composizione e funzioni, ed il fatto di averli confusi mi fa pensare che V. scriva non per cognizione diretta del provvedimento, ma riportando notizie di seconda mano su di esso.

Che l’assessore sostenga che la cosa non riguarda Genova è ovvio: egli è una delle parti in causa (come V., del resto). Ho tuttavia sott’occhio il testo integrale del provvedimento, il quale afferma “il diritto del cittadino di non essere sottoposto al pagamento di somme al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge”. La legge dice che quando si istituiscono zone di posteggio a pagamento, occorre riservare su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze una adeguata area destinata a parcheggio libero. Dette aree destinate a parcheggio libero nel centro di Genova non mi risulta che esistano.

Tale obbligo non sussiste nelle zone di particolare rilevanza urbanistica opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico. Mi chiedo se l’assessore si sia limitato ad affermare che l’intera città è una zona di particolare rilevanza urbanistica oppure abbia esibito le delibere di giunta che così la definiscono.

Il fatto è che non mi sembra possibile liquidare una questione del genere con la sola rassicurante affermazione dell’assessore: la Cassazione ha deciso in un caso giudiziario affermando un principio di diritto (peraltro banale: i Comuni rispettino la legge) e di certo non basteranno le affermazioni di una (futuribile) parte in causa ad impedire che altri cittadini demandino all’unico organo a ciò preposto, cioè il Giudice, la valutazione se detto principio debba o meno essere applicato anche alla Blu Area genovese.

Ecco: il fatto che non prendano in considerazione me, mi pare del tutto irrilevante. Ciò che giudico allarmante è il sistema adottato da tanto tempo dalla stampa nostrana di fronte a notizi scomode. Non dicono mai il falso. Semplicemente non danno la notizia.

Big brother

Oggi sono andato a versare il mio obolo mensile per aiutare il comune a colmare i vuoti della azienda di trasporto pubblico (=ho comprato un abbonamento mensile ad una area di posteggio in centro). Mentre aspettavo di pagare, arriva un signore, spiega che ha posteggiato in area a pagamento senza pagare e mostra il bigliettino che gli ha lasciato l’addetto sul parabrezza. La regola è che in tal caso paghi all’addetto quanto dovuto prima di andartene, se c’è ancora, se no, paghi all’ufficio, ma è dovuta la tariffa fino all’ora della presentazione dello scontrino all’ufficio stesso. Una delle tante vessazioni per cui noi dobbiamo pagare per omissioni loro. Pazienza. Sento però l’impiegata che dice: “le posso dimezzare l’importo, visto che non ha precedenti“. Cuor di penalista mi sobbalza nel petto! Gli ha dato le attenuanti perchè era incensurato! Aveva la fedina del posteggio pulita. Inaudita categoria quella dei precedenti di posteggio!

Sviste

Sabato pomeriggio al Teatro dell’Opera della mia città. L’amore delle tre melarance di Prokof’iev. Ho deciso tardi di andarci, è l’ultima replica, credo che non sia molto gettonata ed allora mi presento solo un paio di ore prima alla biglietteria. Orrore! E’ tutto pieno, e sono rimasti solo pochissimi posti in galleria in prima fila. Pazienza, ne prendo uno, anche se so benissimo perchè la prima fila della galleria non la vuole nessuno: perchè la balaustra impedisce di vedere il palcoscenico. Ma all’architetto glielo avevano detto che era un teatro?

(P.s. tanto di cappello, allestimento teatrale davvero bello, ma partitura poco convincente, ondeggiava da passi che poteva essere Stravinskij a passi che potevano essere una colonna sonora di un film: uno dei temi fondamentali, la marcetta di quando entrava il cattivo, assomigliava in modo preoccupante alla “marcia imperiale” di Guerre Stellari).