Sviste

Sabato pomeriggio al Teatro dell’Opera della mia città. L’amore delle tre melarance di Prokof’iev. Ho deciso tardi di andarci, è l’ultima replica, credo che non sia molto gettonata ed allora mi presento solo un paio di ore prima alla biglietteria. Orrore! E’ tutto pieno, e sono rimasti solo pochissimi posti in galleria in prima fila. Pazienza, ne prendo uno, anche se so benissimo perchè la prima fila della galleria non la vuole nessuno: perchè la balaustra impedisce di vedere il palcoscenico. Ma all’architetto glielo avevano detto che era un teatro?

(P.s. tanto di cappello, allestimento teatrale davvero bello, ma partitura poco convincente, ondeggiava da passi che poteva essere Stravinskij a passi che potevano essere una colonna sonora di un film: uno dei temi fondamentali, la marcetta di quando entrava il cattivo, assomigliava in modo preoccupante alla “marcia imperiale” di Guerre Stellari).

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