Customer contempt/3

Altro problema che spesso rilevo nella mia città e che mi da un certo fastidio, è la sostanziale impossibilità di scegliere, intendo dire: nei negozi c’è pochissimo assortimento e se hanno deciso (chissà chi, chissà dove) che quest’anno si porta il maglione verde, inutile chiedere un maglione blu. Una volta cercavo un disco di un autore un po’insolito e nel più grande negozio di dischi della città mi suggerirono di andare in un negozio piccolo, che potesse contattare direttamente il distributore, perchè – mi dissero – per la grande distribuzione vale la regola che, se sotto la Madonnina hanno deciso che si ascolta Beethoven, è inutile che tu chieda Mozart.

Il problema qui in generale è però che i negozi non tengono la merce, e la frase più frequente che ci si sente dire è “non ce l’ho, glielo ordino” (per i più furbi: “l’ho appena finito, glielo ordino”. Da noi si lavora solo sul venduto.

Una volta cercavo una stampante non usuale. Giro di negozi. Dopo molti “gliela ordino” ed avere addirittura incontrato due negozi che dopo avere detto di averla, alla richiesta di darmela, hanno confessato che dovevano ordinarla (uno la aveva, ma intendeva a listino, l’altro aveva il “magazzino virtuale”, dove non teneva merce che non aveva), con uno, sbotto: “ma perchè a Milano si trova sempre tutto?”. “Perchè a Milano hanno più soldi e possono permettersi di pagare oggi ciò che venderanno tra tre mesi”. “No, perchè a Milano non hanno paura di spendere i loro soldi, la verità è che oggi lei non ha venduto una stampante”.

Leave a Reply

%d bloggers like this: