Pagliacceria rusticana

Ieri al Teatro dell’Opera in scena Pagliacci e Cavalleria Rusticana. Solo poche note: darei qualche punto in più a Mascagni rispetto a Leoncavallo. Entrambe le storie sono molto esili, ma credo che gli autori non avessero in mente di raccontare grandi storie ma solo di ricreare un ambiente. Pagliacci: migliore l’allestimento teatrale rispetto a Cavalleria e meno bella la musica; Cavalleria, migliore la musica, non mi è piaciuta la regia teatrale, basti pensare alla fine, nel momento di maggior pathos, sporcato da una eccessiva movimentazione di scena e da una vestizione finale della cantante poco rispettosa dei tempi musicali (molto brevi, con le comparse visibilmente affrettate). Note di contorno: mi è dispiaciuto che alla fine non abbiano aperto il sipario per gli applausi; per celebrare la tecnica “teatro nel teatro” (funziona sempre da Shakespeare a Pirandello) vista in Leoncavallo, alla fine della serata il pubblico ha messo in scena la rappresentazione “L’assalto al forno delle Grucce” (all’uscita regalavano cioccolattini). Note personali: una comparsa era persona a me vicina, ed è stata davvero brava, perchè è riuscita ad essere una presenza e non una sagoma di cartone. I posti di galleria sono davvero infami, lo spettacolo che ho visto meglio è stato “Nuca dello spettatore davanti”. Impeccabili i cantanti il coro e l’orchestra, ma questo non necessita di sottolineature.

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