Eumenidi

Una cagata colossale! C’era scritto “da Eschilo e dalla traduzione di Pasolini”. Interessante, quindi. Ho visto Eschilo solo di sfuggita e Pasolini proprio non l’ho notato. Ho visto (e non capito) una interminabile sparata in dialetto siciliano strettissimo fatta da un’unico attore che impersonava un po’ tutti. Con intermezzo rap, sempre in siculo. Si, va bene, c’era scritto che era in siciliano, ma poteva essere una operazione tipo quelle di Gadda e Camilleri, invece no. Protesto, e alla biglietteria mi dicono che sono un rozzo, che non serve capire cosa dicono, bisogna saper cogliere le emozioni. Sono un rozzo, e a teatro mi piace capire il testo. Non andateci.

Comments 1

  • Già, vecchia questione di filosofia estetica contemporanea: gli artisti dicono, per definizione, cose profondissime (mah…) e il popolo bifolco non capisce (rimah…) ma, singolare cosa, paga comunque l’artista.
    Eh, aveva ragione Giulio II che gli artisti li conosceva: legnate in testa e fare la Cappella Sistina, non chiacchere sulle emozioni!

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