Recidivi
Trovo tutte giuridicamente condivisibili le argomentazioni di etienne64 sul caso dei solleciti RAI. Sul piano non giuridico ciò che forse ha convinto il giudice di pace è l’atteggiamento fastidiosamente persecutorio della RAI. Mi spiego. In effetti è per me preferibile ricevere i solleciti piuttosto che la visita del maresciallo, in effetti una TV me la posso comprare in qualsiasi momento, in effetti se voglio scrivere è affar mio. Ma perchè la RAI non interloquisce? Ad ogni mia risposta è seguita sempre, qualsiasi forma abbia scelto, qualsiasi cosa abbia detto, solo una lettera perfettamente identica alle precedenti. Molto frustrante. Sembra quasi che dicano: qualsiasi cosa tu dica o faccia per noi non rileva. Sembrano ormai inclusi in un delirio monomaniaco per cui sanno solo dire sempre la stessa cosa. Non è l’insistenza, ma la forma in cui viene esercitata che esaspera, che fa saltare i nervi, che alla fine induce il sospetto che si stiano facendo delle pressioni. Il giorno stesso che ho scritto il mio post, arrivato a casa ho trovato un’altra lettera uguale a tutte le altre…
E’ uno scherzo?
Leggo sul sito di $noto_editore_di_materie_giuridiche:
Il nuovo software “$nome_software”, è uno strumento indispensabile per gli Studi Legali nella gestione degli adempimenti previsti dal nuovo codice della privacy. Infatti, la Legge 196/03 prevede la compilazione guidata del DPS: gli Avvocati sono obbligati a mettersi in regola entro il 31 marzo 2006.
Un momento! Non mi risulta che la legge preveda la compilazione guidata del DPS, ma solo la sua compilazione…comunque fatta, e se non sono capace o ne prendo atto e mi compro il software o comunque il rischio che il DPS non vada bene è tutto mio.
Insomma, sbaglio io, oppure fare quel software gli è costata tanta fatica che lo credono obbligatorio (per restare a una ipotesi benevola)?
Storia di una tartaruga.
Ovvero come capire in un solo colpo perchè nel nostro paese la giustizia non funziona e le tasse sono eccessive. Un giorno, nel 1996, un tunisino viene fermato in porto. E’ diretto in Francia e sottobraccio ha una scatola di scarpe tutta bucherellata molto sospetta. Contiene due tartarughe. Sono per i miei bambini, dice il poveretto. Eh no! Trattasi di animale protetto, ed il suo possesso senza regolare denuncia è reato. Il nostro viene bloccato fino all’arrivo della Forestale, che subito riconosce gli animali (guardando un libro con le figure: testudo graeca, protettissima), quindi denunciato, gli animali vengono sequestrati e portati subito dalla Forestale stessa (in macchina) presso uno zoo di Perugia, cui vengono affidate. Intanto passano indisturbate tonnellate di coca e un paio di partite di armi da guerra. Dopo qualche anno inizia il processo, ed io vengo recuperato nel corridoio quale difensore di ufficio. Noto che il pm per poter chiedere la pena (quattro mesi) deve sfogliare per un bel po’ il codice, perchè trattasi di legge speciale quasi sconosciuta, allora come difesa mi limito ad osservare che l’imputato viene da un paese in cui con le tartarughe ci fanno il brodo e quindi sa assai che da noi sono animali sacri. Il giudice conviene, e cita il responsabile delle dogane che ci dica se avvertono al confine che non si possono portare tartarughe. No, diamo un opuscolo dove si parla di iguane, pappagalli, uccelli del paradiso, ma non tartaughe. Assolto. Il Pm (onorario) chissà perchè se la prende moltissimo e va a piagnucolare dal Pm vero e lo convince a fare appello. Passano gli anni, la Corte non fissa il processo e così matura la prescrizione. Quattro righe di istanza e il processo si chiude. Poco tempo fa mi notificano un provvedimento della Corte che liquida 12.688 euro (più 2.537,60 per iva) allo zoo di Perugia per il mantenimento delle tartarughe tutti questi anni. Ma quanto mangia una tartaruga? E cosa ha ottenuto il pm insistente, oltre a far pagare il cittadino contribuente?
