25 aprile

Io non so molto della lotta di liberazione. Non c’ero. So solo quello che mi hanno raccontato, ed è passato troppo poco tempo cosicchè ho il timore che, viventi i protagonisti, l’obbiettività storica ne risenta. So che è ancora un fatto controverso, so che ci sono luci ed ombre, episodi eroici ed episodi oscuri. Da un lato (indovinate quale) me la presentano come una cosa meravigliosa, dall’altro (idem) come un fatto in cui ci sarebbe ancora molto da chiarire. Alcuni la bollano come il solito esempio di retorica patriottarda, e non vorrebbe più festeggiarla. Solo tra un paio di generazioni, cicatrizzate le ferite, la storia ci dirà come effettivamente andarono le cose.

Guardate però bene le lapidi disseminate in città a ricordo dei partigiani caduti, e fate caso a due cose.

La prima, che nelle strade che oggi quotidianamente percorro si combattè metro per metro.

La seconda – più importante – che avevano quasi tutti all’incirca vent’anni.

Comments 2

  • Non credo di aver capito molto.
    Però una cosa è certa: le guerre le fanno i ragazzini. la “truppa” di solito no supera mai i 30 anni.

  • In quel giorno è finita una guerra (più o meno) il che mi sembra già un buon motivo per festeggiare, da tutto quel ‘rumescio’ ne siamo usciti con una democrazia (più o meno) e anche questo non mi sembra male … last but not least … senza le ‘feste rosse’ per eccellenza (25 Aprile e 1 Maggio) come faremmo a fare i ponti primaverili?

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