Entries from June 2007 ↓
June 28th, 2007 — Uncategorized
Il grande merito che credo debba essere riconosciuto alla cultura “classica”, quella cosiddetta “umanistica”, è quello di avere cercato di comprendere l’uomo, e di esserci riuscita meglio di altri approcci, connotati da impostazioni finalistiche, specialmente di tipo religioso. In Iran pare che per la prima volta folle di giovani inferociti si scaglino contro i loro governanti chiedendone la testa. Questioni delicate di diritti umani? Istanze di ampio respiro etico - filosofico? Macchè: gli hanno razionato la benzina. Ecco: l’uomo è sempre uguale in qualsiasi cultura, luogo tempo e religione. Tutto sopporta, purchè non gli si tocchi la macchina.
Forse per comprendere l’uomo anche in una prospettiva finalistica occorrono menti raffinatissime, e che io sappia uno che c’è riuscito è San Tommaso d’Aquino: egli sosteneva (ripreso da Jacques Maritain) che l’uomo nasce ordinato a Dio, alla propria felicità e all’ordine cosmico. Esso, in quanto ordinato a Dio e alla propria felicità è persona, in quanto all’ordine cosmico è individuo. Ma ogni uomo è più e prima individuo che persona. Ha cioè delle necessità primordiali che non possono essere tralasciate, ed è inutile cercare di trattare argomenti elevati con uno che ha fame. Ecco mi sembra una descrizione calzante dell’animo umano.
(Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono: scrivo ’ste cose di getto, sull’onda di un’idea, se trovate errori segnalateli, pliz!)
June 16th, 2007 — Uncategorized
Devo essermi perso qualcosa: appuntamento (faticosamente ottenuto) con un funzionario della Questura, il cliente mi deve passare a prendere per andare insieme. Arriva con uno scooter e mi porge il casco come nulla fosse. Insomma per lui è normale girare con il suo avvocato appollaiato dietro. Non faccio questioni e mi adeguo. Il funzionario ci riceve in piedi in (affollatissima) portineria, nemmeno lo sfiora l’idea che la gente andrebbe ricevuta in un ufficio. Non faccio questioni e mi adeguo. Oggi l’andazzo è questo. Risultato dell’incontro: un altro appuntamento con un funzionario più alto. Spero che non mi riceva nel cesso.
June 15th, 2007 — Uncategorized
Esiste un paese in cui da lunga pezza ci si duole del fatto che pare vi sia una certa evasione fiscale; e si dice che detta evasione impedisca allo Stato di fare tante cose o di farle bene, ci si lamenta che le cose andrebbero diversamente “se tutti pagassero le tasse”. Capita che ad un certo punto i cittadini inizino a pagare le tasse, e lo Stato si trovi in tasca più soldi di quanto prevedesse. Ottimo, adesso potrà fare almeno alcune delle cose che prima diceva di non poter fare perchè la gente non pagava le tasse. Invece no! Inizia un incredibile balletto sulla destinazione da dare a quei soldi, che per di più vengono battezzati “il tesoretto”: forse non a caso il nome di un’opera di quel Brunetto Latini che Dante colloca all’Inferno, nel girone dei sodomiti. Nomen omen.
June 12th, 2007 — Uncategorized
Lo Stato tutela la famiglia. Mi chiedo come mai i certificati necessari per sposarsi siano tutti in bollo, mentre quelli per divorziare tutti esenti.
June 5th, 2007 — Uncategorized
In furore iustissimae irae si osserva da più parti che il numero di ministri e sottosegretari appare eccessivo con conseguente inutile aggravio di costi. A questa obiezione ho già sentito rispondere in almeno un paio di occasioni con incredibile candore, quasi fosse una cosa nomale, che la colpa di questa proliferazione sarebbe da attribuire alla legge elettorale. Significa: siccome la legge elettorale vigente costringe alla realizzazione di coalizioni di governo più o meno ampie, ecco che più sono i partiti tirati dentro, maggiore deve essere il numero delle poltrone da distribuire. Per carità, che fosse così ce ne eravamo accorti tutti. Ma ammetterlo così apertamente, come spiegazione accettabile di una stortura inaccettabile, vuol dire far passare come dato di fatto ineluttabile una cosa che non dovrebbe accadere, e in sostanza appare il superamento di un limite, quantomeno di forma. Lo dico con grande dolore ma puzza un po’ di protervia del potere (questo è! E adesso passi lunghi e ben distesi).