Storia di D.

D. ha una bella fidanzata (beato lui) che a sua volta ha una bella moto (quella invece ce l’ho pure io).  Come è ovvio la fidanzata a volte presta la moto a D. che una brutta sera viene colto alla guida avendo superato di un’inezia il limite alcolimetrico di legge. D. viene denunciato e la moto sequestrata. Il sequestro è finalizzato alla confisca, che però per legge non può essere disposta perchè il mezzo appartiene a persona estranea al fatto (sia esso reato o violazione amministrativa). Il giudice penale fa un decreto penale di condanna e non decide sulla confisca perchè di competenza della prefettura. La prefettura dice che non gliene frega niente che la legge dice che il mezzo non è confiscabile, loro lo confiscano lo stesso e noi poi ce lo facciamo restituire facendo ricorso al giudice di pace. E’ questo oggi un atteggiamento diffusissimo nella pubblica amministrazione: la legge da sola non basta mai, occorre sempre anche un provvedimento giurisdizionale  che ne imponga l’applicazione. Ciò avviene perchè i pubblici preposti hanno paura ad interpretarsi da soli la legge (spesso fumosa e contraddittoria) e quindi agiscono solo se un provvedimento di un giudice la ha interpretata al posto loro, coprendogli le spalle. Oggi quindi nei rapporti con la p.a. non basta più da sola la legge, ma occorre pure un provvedimento che le ordini di rispettarla. Questo incivile andazzo – duole dirlo – è in qualche modo favorito dagli stessi giudici, che praticamente mai condannano l’amministrazione alle spese.

Comments 3

  • Credo che i giudici abbiano una colpa più grave e più profonda. Il funzionario generico medio istintivamenhte sa che, nel momento in cui egli adotta una qualche interpretazione della legge, anche la più ovvia e banale, il giudice potrebbe sempre dire che la sua interpretazione è sbagliata. Ora, qualsiasi persona sensata direbbe: vabbé, non sono d’accordo con la tua interpretazione, ma hai agito in buona fede e pertanto non ti punisco. Il giudice, invece, ravvista la tipicità del reato (dacché la consegna del bene era, secondo lui, fuori legge), della colpevolezza se ne frega e condanna.
    E lo sbattersene della colpevolezza non solo dipende dalla propensione del giudice a rifuggire gli elementi psicologici con gli avv.ti fanno assolvere la gente (testuale, parole di un PM: uno è colpevole, poi arrivano gli avv.ti, fanno tutto un zuf con il dolo e gli assolvono… il zuf è una brodaglia friulana dagli indistinti ingredienti) ma anche dalla pèerversa idea che il d° penale serva a risolvere i rapporti intersoggettivi.

  • “La prefettura dice che non gliene frega niente che la legge dice che il mezzo non è confiscabile”

    Con che diritto può affermarlo? La prefettura non dovrebbe avere come primo obiettivo il far rispettare la legge? Come può pretendere di farla rispettare senza rispettarla lei per prima?

    Sarà un discorso qualunquista il mio, ma da come hai descritto i fatti a me sembra che più che far rispettare la legge abbiano sequestrato la moto per il capriccio di dar fastidio in qualche modo.

    Detto questo, aggiungo, da cittadino ignorante della materia… che non è intelligente come mossa confiscare il mezzo…perchè a questo punto, visti i prezzi di auto e moto, mi chiedo se ad una persona dal punto di vista STRETTAMENTEECONOMICO, non converrebbe scappare al posto di blocco aspettare di smaltire e poi affrontare in un secondo momento la questione della fuga.

    ps: giusto per farti scrivere ancora un po’ 😉 …ma la confisca scatta in caso di guida ins tato di ebbrezza per auto e moto indistintamente, sempre? O solo in concomitanza di particolari fattori?

  • Non ci ho capito quasi nulla.
    Ma ho l’impressione che fosse esattamente l’intento della pubblica amministrazione!

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