Entries from September 2007 ↓
September 30th, 2007 — Uncategorized
Chiunque avesse una conoscenza anche appena superficiale del diritto e della procedura penale sapeva che l’unico indiziato del delitto dell’estate non sarebbe stato in galera a lungo. Il fermo di indiziato di delitto è uno strumento ideato dal legislatore per fare fronte a situazioni di urgenza, nelle quali non è nemmeno possibile aspettare che il giudice disponga la misura (cioè ordini l’arresto) perchè nel frattempo l’indiziato scappa.
Nel nostro caso il tempo c’era eccome, ce ne è stato tantissimo, quindi se non è stata richiesta la misura può essere solo perchè vi era il fondato timore che il giudice non la disponesse, cioè si sapeva che la richiesta si fondava su elementi labili.
Evidentemente era proprio così, ed in effetti è andata come è andata.
Lo sapevano gli avvocati dell’indiziato unico, che lo avevano probabilmente tranquillizzato in tal senso, da cui le sue dichiarazioni di sicurezza.
Lo dovevano sapere anche gli inquirenti, anzi, lo sapevano di sicuro (infatti non hanno chiesto la misura, ma optato per il fermo). Non importa se lo abbiano fatto per motivi mediatici o sperando di suscitare una confessione.
Importa che ancora una volta il sistema delle garanzie ha funzionato.
September 30th, 2007 — Uncategorized
Al telegiornale parlano di un lontano paese in cui la gente protesta perchè il dittatore si è di nuovo candidato alle elezioni presidenziali. Il cronista riferisce che “la polizia è intervenuta ed ha picchiato soprattutto gli avvocati“. Scorrono immagini di gente in divisa che prende a manganellate un folto gruppo di tizi inconfondibili in abito scuro e cartella di pelle.
Speriamo non diventi un’abitudine.
September 21st, 2007 — Uncategorized
Pare che stamane un tipo importante di qui si sia infilato contromano in autostrada e abbia fatto un bel pezzo sulla corsia di emergenza, cercando una via di uscita. Pare anche che, finalmente bloccato dalla stradale, abbia esibito una tessera di quando ricopriva un’altra carica istituzionale che adesso non ha più. La mia riflessione non è sulla opportunità che continui ad occupare il posto che occupa uno che non riesce nemmeno a imboccare giusta l’autostrada. Non è nemmeno sul fatto che abbia pensato che si potesse non sapere chi era (e quindi prestare fede alla tessera scaduta). In fondo non è nemmeno sul fatto che pare che non lo abbiano multato.
E’ sul fatto che abbia pensato che quella tessera potesse essere utile in un simile frangente. Propongo un semplice test:
1. mi sono infilato in autostrada contromano. Cosa faccio?
2. mi sono infilato in autostrada contromano e sono un pezzo grosso, in Italia, all’inizio del XXI secolo. Cosa faccio?
3. mi sono infilato in autostrada contromano e sono l’Imperatore della Galassia. Cosa faccio?
Se la prima e la seconda risposta non coincidono, siamo messi male.
Se la seconda e la terza coincidono, siamo messi malissimo.
September 14th, 2007 — Uncategorized
Sento alla radio che la pubblica amministrazione, a costo di stuprare il codice, troverà il modo di penalizzare i clienti delle prostitute che infestano le strade (quelli più abbienti che mirano più in alto, invece, non danno nessun fastidio, ad ulteriore riprova, se ce ne era bisogno, che sono sempre i soldi a fare la differenza). La radio da anche notizia di un importante convegno sul tumore alla prostata, dilungandosi sulla importanza della prevenzione, ed indicando, per più di una volta, tra i fattori di prevenzione la “regolare attività sessuale”.
Un momento! Signor giudice, il mio cliente non stava andando a puttane: stava solo facendo una legittima e doverosa attività di prevenzione a tutela della propria salute, che essendo bene costituzionalmente protetto non può essere subordinato ai beni, di minore importanza, dell’ordine nelle strade o dello scorrimento della circolazione.
September 14th, 2007 — Uncategorized
Non c’è contemplazione della morte che non sia contemplazione della propria morte. Questa può essere una valida chiave di lettura delle musiche composte per essere destinate all’officio funebre. Così il Requiem Tedesco di Brahms mi pare procedere dal punto di vista del composto dolore di amici e conoscenti (ancor di più l’Actus Tragicus di Bach), la Messa da Requiem di Verdi dal punto di vista dei parenti che si disperano e strappano i capelli, il Requiem di Mozart, inequivocabilmente, dal punto di vista del morto.
Apprezzo così tanto Buscaroli che patisco a non uniformarmi a lui che la sa tanto più lunga di me, ma a me il Requiem di Mozart piace. Solo mi sgomenta un po’ l’esigua trombetta del Tuba Mirum. Se dobbiamo figurarci le trombe del giudizio, sicuramente saranno quelle di Verdi. Ho un’unica spiegazione, che è il testo “tuba mirum spargens sonum/per sepulchra regionum“. La tromba suona su una distesa di tombe e forse era questa l’immagine di desolazione che Mozart aveva in mente. Le trombe di Verdi, invece, gelano il sangue a un mondo di vivi.
September 11th, 2007 — Uncategorized
Un mio cliente è agli arresti domiciliari nelle fogne di Calcutta. Concordo un incontro con gli assistenti sociali e chiedo al Giudice il permesso di farlo venire nel mio studio. La data dell’appuntamento si avvicina e, non avendo avuto risposta, reitero la richiesta. Oggi mi vengono notificati due provvedimenti.
UNO del Giudice titolare - cui era arrivata la prima istanza - che, con parere favorevole del Pubblico Ministero, autorizza.
L’ALTRO del Giudice “di riserva” - cui era arrivata la seconda istanza - che invece nega, condividendo il parere del Pubblico Ministero (un altro) secondo cui ben può il difensore recarsi sul luogo di espiazione degli arresti.
Questo solo per dire che è inutile fare finta di nulla: due istanze identiche possono sortire esiti diametralmente opposti in funzione SOLO ED ESCLUSIVAMENTE della persona chiamata a deciderla, sulla base di come la pensa, di come ha digerito, di che umore è.
Sul merito della seconda decisione, non ricordo più come Carlo Maria Cipolla definiva le azioni che comportano un danno per gli altri senza comportare alcun vantaggio per sè.
September 10th, 2007 — Uncategorized
…sarebbe una bella idea, chiosava Daniele Luttazzi-Panfilo Maria Lippi, ed io, ormai giunto per inesorabile decorso del tempo quasi sulla soglia dei gradi di cassazionista, mi sento autorizzato a dare una mia opinione sul perchè la giustizia in Italia funzioni come funziona.
Anzi, mi limito a riferire un paio di impressioni, da cui ciascuno potrà trarre le proprie conclusioni: stamattina alle otto il palazzo di giustizia era una rappresentazione attendibile di come potrebbe essere il mondo dopo una guerra atomica. Sono stato maltrattato perchè ho cercato di depositare un atto alle 8,15 mentre quell’ufficio inziava a lavorare alle 8,30; sono stato maltrattato perchè ero riuscito a prendere un fascicolo alle 8,30 mentre quell’ufficio iniziava a lavorare alle 9,00. E non ho fatto il giro degli uffici che lavorano alle 10,00 (esistono, giuro).
Nessuno fa nulla anche perchè è una settimana intera che l’intera rete del palazzo di giustizia non funziona: penale, civile, procura, minori, corte. Tutto fermo. Si indaga sulle cause, si favoleggia di un attacco da parte di hackers inferociti (anche se puzza lontano un miglio di scusa pietosa), ma non credo sia questo il punto. Il punto ormai non è più perchè la rete sia andata giù. Il punto è perchè in una settimana non siano ancora riusciti a tirarla su.
September 5th, 2007 — Uncategorized
Ho sentito Ramin Bahrami una volta raccontare che suo padre, morto in tragiche e dubbie circostanze, gli aveva suggerito di ascoltare sempre Bach, perchè non lo avrebbe mai lasciato solo; me ne sono ricordato oggi quando la sua voce mi ha di nuovo raggiunto, per le corde di un artista di strada, proprio mentre riflettevo sulla consapevolezza di stare per morire, adesso o tra cent’anni, non importa, perchè la mia vita, di fronte all’eternità che la precede ed all’eternità che la segue, è un unico istante.
September 4th, 2007 — Uncategorized
Sono molto contento che sia stata commutata la pena a quel disgraziato condannato a morte in Texas. Il suo caso era stato sollevato perchè condannato a morte per un omicidio che era stato commesso materialmente da un suo complice e non da lui. Ho letto che quindi questa condanna era stata resa possibile da una ingiusta e barbara legge del Texas che ritiene responsabile di omicidio anche il complice che però non ha materialmente ucciso.
Ma questo è esattamente quello che succede anche in Italia, ove l’art. 110 del codice penale stabilisce il principio della pari responsabilità di tutti i concorrenti, successivamente individuando aggravanti e attenuanti per meglio graduare le pene all’interno di quella unica e pari responsabilità. Del resto nel nostro paese è assolutamente normale, e nessuno se ne è mai stupito, che venga condannato per concorso in omicidio anche chi non ha materialmente ucciso nessuno (e che non è detto che solo per questo sia meno responsabile: basti pensare al mandante).
Quale è la differenza allora? CHE IN ITALIA NON VIGE LA PENA DI MORTE! Ecco la differenza. E’ sulla base di queste considerazioni che sono contento che il tizio in questione l’abbia scampata, ma non condivido le motivazioni. Andava fatto perchè la pena di morte è ingiusta, e non sulla base di sottili distinguo.
September 4th, 2007 — Uncategorized
Ma se in fondo agli atti ed alle istanze smetto di scrivere, prima della firma, “con osservanza”, se ne accorgono? E soprattutto, se se ne accorgono, se la prendono?