La vera differenza

Sono molto contento che sia stata commutata la pena a quel disgraziato condannato a morte in Texas. Il suo caso era stato sollevato perchè condannato a morte per un omicidio che era stato commesso materialmente da un suo complice e non da lui. Ho letto che quindi questa condanna era stata resa possibile da una ingiusta e barbara legge del Texas che ritiene responsabile di omicidio anche il complice che però non ha materialmente ucciso.

Ma questo è esattamente quello che succede anche in Italia, ove l’art. 110 del codice penale stabilisce il principio della pari responsabilità di tutti i concorrenti, successivamente individuando aggravanti e attenuanti per meglio graduare le pene all’interno di quella unica e pari responsabilità. Del resto nel nostro paese è assolutamente normale, e nessuno se ne è mai stupito, che venga condannato per concorso in omicidio anche chi non ha materialmente ucciso nessuno (e che non è detto che solo per questo sia meno responsabile: basti pensare al mandante).

Quale è la differenza allora? CHE IN ITALIA NON VIGE LA PENA DI MORTE! Ecco la differenza. E’ sulla base di queste considerazioni che sono contento che il tizio in questione l’abbia scampata, ma non condivido le motivazioni. Andava fatto perchè la pena di morte è ingiusta, e non sulla base di sottili distinguo.

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