La persecuzione continua

La RAI mi ha di nuovo scritto in studio, chiedendomi di pagare il canone televisivo. I dubbi che avevo sollvato in un mio lontano post non sono sopiti, perchè sul retro della loro lettera, per la prima volta e in quattro lingue, tra cui il cinese, ma non in italiano, si fa cenno al fatto che il canone sia dovuto anche da chi ha un computer o un qualunque apparecchio multimediale.

Questa scelta mi lascia sbalordito. Avanzo delle ipotesi:

se l’indicazione non è scritta in italiano indubbiamente destinatari del messaggio sono solo gli stranieri, che secondo la rai sono meno attrezzati degli italiani e quindi più disposti a cascarci, o in posizione più debole e quindi più disposti a subire per amore di pace, o semplicemente meno portati per antica abitudine a sbattersene (io infatti me ne sono italicamente sbattuto).

altra ipotesi: il canone per i computer è dovuto solo dagli stranieri perchè secondo la nostra legge non possono imporlo, magari la loro è diversa.

altra ipotesi ancora: se lo diciamo subito troppo esplicitamente potremmo incontrare resistenze eccessive, iniziamo a far passare il messaggio, oggi scritto in cirillico, domani in inglese, dopodomani in carattere microscopico, così quando se ne accorgono ormai è fatta.

Spaventoso è poi il riferimento agli apparecchi che “poterebbero” ricevere trasmissioni televisive. In effetti in studio potrei avere uno stadio alta frequenza da collegare a un computer, come potrei avere anche un’arma, o dello stupefacente. Peccato che senza una perquisizione, legittimamente disposta e che abbia dato esito positivo non possano arrestarmi.

Comments 1

Leave a Reply

%d bloggers like this: