Entries from July 2008 ↓
July 31st, 2008 — Uncategorized
Sto rimettendo faticosamente a posto una stanza in studio, bisognosa di ristrutturazione. C’è una nicchia che conteneva delle vecchie caldaie, che mettendoci tre mensolette diventa una graziosa libreria. Siamo in Liguria, la cosa ovvia è farle di ardesia. Il fatto è che non occupandomi di materiali per l’edilizia non so bene a chi rivolgermi. Faccio un giro di telefonate: il fornitore di materiali per l’edilizia mi dice di chiamare un marmista. Chiamo un primo marmista, il quale mi dice che le mie tre (3) mensolette me potrebbe consegnare ben che vada a novembre. Troppi ordini da evadere. Non so se sia una particolarità genovese, ma i marmisti sono tutti nei pressi dei cimiteri: il fatto che abbia così tanto lavoro mi suona come un cattivo presagio e lascio perdere. Chiamo un secondo marmista: dalle sue parti meno lutti, e così le mensole potrebbero essere consegnate entro tre giorni. Lo scherzetto costa 180 euro più iva. Mi pare esagerato e passo oltre. Finalmente trovo uno che tratta proprio ardesia e la lavora in un paesetto alle spalle di una città che (forse non a caso) si chiama Lavagna. Le mensole sono pronte in un giorno e costano 38 euro in tutto.
Ora, posso capire una differnza di qualche euro. Di qualche decina di euro, va. Ma una differenza di quasi il sestuplo è una esagerazione senza giustificazioni. M viene in mente una cosa proprio cattiva: forse il marmista esoso non aveva capito che non mi servivano per scopi funerari.
July 30th, 2008 — Uncategorized

Come la conservi? Pensavo volessero che gliela pagassi.
July 29th, 2008 — Uncategorized
Un collega di un’altra città mi ha mandato una lettera per comunicarmi che, uguale restando l’indirizzo e il numero telefonico del suo studio, è cambiato il “numero” (sic!) di posta elettronica. Segue un indirizzo di libero.it, quindi non un cambiamento epocale, la lettera era una circolare.
Secondo me uno non ha capito bene il meccanismo se manda Dio sa quante lettere per ’snail mail’ per comunicare il cambiamento del suo indirizzo di posta elettronica: se intrattiene contatti via posta elettronica, manderà una mail a tutti i suoi contatti; tutti quelli che non gli hanno mai mandato una mail, alla prima occasione troveranno l’indirizzo nuovo.
Certo il fatto che lo chiami “numero” di posta elettronica è un indizio, che, valutato nel complesso della vicenda, offre un quadro del reale livello di penetrazione delle nuove tecnologie. Come quando un collega che doveva valutare il mio sito e non riusciva a collegarsi mi chiese di inviarglielo via fax.
Chissà che questa inattitudine delle tecnologie a lasciarsi spingere alle estreme conseguenze non sia un loro difetto intrinseco o un limite intrinseco della psicolgia umana. Io nemmeno adesso con computer che si sincronizzano automaticamente tra loro, con il sito e con l’iPhone riesco a pensare seriamente a rinunciare all’agenda di carta.
Forse coglieva un dato preciso l’umorista che osservava come il tormentato spoglio delle schede delle elezioni presidenziali USA avesse rappresentato il trionfo della tecnologia: tutti potevamo vedere in diretta via internet quelli che contavano le schede una per una a mano.
July 28th, 2008 — Uncategorized
Ricorderete il celebre passo manzoniano delle “gride”. Una grida era un provvedimento normativo, e si chiamavano così perchè venivano pubblicate mediante pubblici proclami, cioè gridate per strada. Avevano due caratteristiche: minacciare sanzioni pesantissime per la loro violazione ed essere del tutto inapplicate. Manzoni, con ironia finissima, non lo dice chiaramente che erano voce al vento, ma lo lascia intendere descrivendo come venivano di volta in volta sostituite da altre che minacciavano pene ancora più severe (riprova che le precedenti non erano servite a nulla). Le gride non erano rispettate perchè non venivano applicate. Già Beccaria diceva che la deterrenza di una pena non è nella sua severità, ma nella sua infallibilità, perchè è ovvio come sia inutile comminare pene efferate, se poi tutti sanno che non succede nulla. Ma ci siamo mai chiesti perchè le gride non venivano fatte rispettare? Perchè erano del tutto avulse dalla realtà e dal contesto sociale in cui dovevano operare (quelle di Manzoni cercavano di vietare un costume diffusissimo - tenere “bravi” presso di sè - a soggetti del tutto refrattari alle norme e di fatto intoccabili).
Insomma, credo che una norma per essere efficace debba tenere conto del contesto: non ricordo in quale città dell’antica Grecia ci fu una ondata di suicidi di fanciulle. Inutile comminare pene gravissme alle sopravvissute o ai superstiti, i suicidi non accennavano a diminuire. Cessarono di colpo quando venne disposto che i cadaveri delle suicide venissero esposti per un mese sulla piazza.
Ora, quando sento dire che per una certa cosa occorrono pene più severe, sento puzza di grida, vuole dire che il provvedimento finora adottato non è servito a nulla, e se non è servito è perchè forse non teneva conto della realtà.
Leggo che, nonostante la severità delle norme, gli incidenti con ubriachi o con fuga sono aumentati. Le nuove auspicate norme tengano conto dell’influenza del traffico, della esosità delle assicurazioni, dei pessimi costumi dei guidatori (aperitivi e cellulari in primis) dell’esasperaizone dei posteggi, della generale deresponsabilizzazione, e che alla fine qualche patente dovrà pur saltare…
July 26th, 2008 — Uncategorized
July 25th, 2008 — Uncategorized
Quando ero bambino, in particolare a scuola, Hitler era il male assoluto. Impossibile immaginare qualcosa di peggio. Al punto che non si riusciva a inquadrarlo come personaggio storico, come individuo che aveva agito nella storia. Oggi mi sembra che questa tendenza si sia un po’affievolita, ed è un bene, perchè vedere in Hitler non più il male assoluto, ma solo una delle manifestazioni del male nella storia, ci consente di individuare come tali anche le altre manifestazioni che tale male ha o avrà nella storia.
Intendo, se Hitler era il male, finito lui e quello che rappresentava, il male non tornerà più. Putroppo non è così e capire che quel personaggio storico fu solo una manifestazione di qualcosa che potrebbe riproporsi è necessario per non essere impreparati quando si riproporrà.
In effetti si è già riproposto, e vi sono indizi che si accinge a riproporsi ancora. Il suo archetipo è Riccardo III. Questo dovrebbero metterlo obbligatorio nelle scuole.
July 24th, 2008 — Uncategorized
Sento al TG un noto uomo politico in passato famoso - tra l’altro - per il modo in cui massacrava la lingua italiana, lamentarsi che il governo usa due pesi e due misure in tema di politica giudiziaria, ovviamente detto a modo suo: “questi vogliono per i disgraziati la “zero tolerance” e per loro la “tutto tolerance”. Sgrammaticato in due lingue.
July 23rd, 2008 — Uncategorized
Leggo sul solito quotidiano che sarebbe in dirittura di arrivo la realizzazione di un collegamento ferroviario tra Genova e Roma in meno di quattro ore (per la precisione 3 e 59′). La cosa veniva proposta come una conquista assoluta della modernità, come - direi - l’abbattimento di un confine e il superamento di una barriera. Comunque come una novità ed un traguardo.
Sai che novità: ricordo benissimo che nel 1991 il pendolino IC “Cristoforo Colombo” (prima relazione con il pendolino istituita tra Genova e Roma, sostituiva l’IC “Genova Express” che era formato con il glorioso materiale ETR 220, il c.d. “Elettrotreno”) impiegava (quando non arrivava in ritardo e se non si fermava prima) 3 e 58′, ed era considerato un fiore all’occhiello.
Non mi sembra quindi una novità e neppure un progresso visto che il nuovo treno pare non preveda fermate intermedie, mentre il vecchio “Cristoforo Colombo” in partenza da Genova alle 6.00 fermava a Rapallo, Chiavari, La Spezia Centrale, (non ricordo se anche Livorno e Pisa) e Firenze Rifredi.
Sarebbe utile forse ricordare come mai quel treno non ebbe successo: viaggiava vuoto perchè era troppo costoso, le cose migliorarono introducendo anche la seconda classe, inizialmente non prevista. Poi iniziarono a farlo partire da Savona perchè i savonesi si erano lamentati. Il fatto è che impiegava 3 ore e 58 perchè sfruttava la direttissima Firenze - Roma, ove poteva viaggiare a 250 km/h e siccome era un pendolino, riusciva ad andare un po’ più sostenuto pure sulla tragica linea Pisa - Firenze. Poi, un po’ perchè il sistema di basculamento forzato non funzionava quasi mai, un po’ perchè i sistemi speciali (necessari sulla direttissima) del treno non funzionavano quasi mai, iniziarono a istradarlo lungo la solita linea tirrenica, e addio Roma in meno di quattro ore…
Chissà da dove lo faranno passare stavolta…
July 19th, 2008 — Uncategorized
La sentenza su Bolzaneto non ha fatto molto contento neppure me. E’ un buon segno, perchè se una sentenza fa contento qualcuno, vuole dire che c’è qualcosa che non va. Il fatto è che la soddisfazione si commisura alle aspettative, ed in genere dalle sentenze ci si aspetta anche cose che non possono dare. Una sentenza accerta un fatto, individua la norma e la applica, quindi è del tutto illusorio credere che una sentenza possa contenere giudizi politici (quelli li faranno i politici) o mandare segnali (quelli li mandano i mafiosi). In tale senso trovo velleitario il pensiero di chi ha accusato i giudici di cecità, al punto che leggendo quel titolo ho addirittura pensato che volesse lodarli (forse condizionato dall’icona della Giustizia bendata, perchè non guarda in faccia a nessuno). In paticolare la frase “è una sentenza pessima, quali saranno le motivazioni che la sostengono” in quanto giurista mi fa venire l’orticaria: un giudizio a priori, senza nemmeno voler leggere le motivazioni, la dice lunga in realtà sulla vista di chi lo ha scritto.
Menomale che i giudici piuttosto che non vedere spesso non sentono, iniziando la loro carriera come uditori e finendola sordi.
July 18th, 2008 — Uncategorized
Non ricordo bene, mi pare che un tempo si usasse fare solenni promesse pubbliche, in modo da rendersi poi estremamente difficile il rimangiarsele. Adesso lo faccio anche io: presa coscienza, grazie all’intelligente commento di Maxx al post precedente, della mia tragica condizione, prendo pubblico impegno di non comprare più nuovi gadget elettronici a far data dall’acquisto dell’iPhone per un anno.
Avete visto il film Hulk? Giorni senza crisi: 6