Ancora torta di riso

Ieri mi sono trovato in una ridente cittadina a pochi chilometri da qui. Dovevo posteggiare, la macchinetta prendeva solo monetine e io avevo solo una banconota da venti. Entro in un negozio, una drogheria che vende solo articoli da pochi spiccioli e quindi immagino dotata di monetine, chiedendo che la banconota mi venisse cambiata. Il proprietario mi dice con tono gravissimo e faccia da lutto (e senza nemmeno guardare nel cassettino) che cambiarmi quella banconota lo metterebbe in enormi difficoltà. Allora adocchio sadicamente il prodotto dal prezzo meno tondo che ci sia (un pacco di carta igienica a euro 1,55) e dico: ah giacchè son qui prendo questa che l’ho finita (tanto la si usa comunque): magicamente il cambio diventa non solo possibile ma agevole. Non mi ha colpito tanto la totale assenza di disponibilità del bottegaio, neppure il fatto che abbia approfittato del mio stato di bisogno per vendere. Mi ha colpito la sua espressione, improvvisamente diventata gaia e sorridente. Venite a fare le vacanze in Liguria.    

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