iAmarcord

July 16, 2008 by · 1 Comment
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Una addiction ai gadget elettronici come la mia non si improvvisa, ed in effetti viene da lontano, con un elemento ricorrente: la comunicazione. Fu quindi all’inizio l’attività “radiantistica” con l’immancabile CB. Ricordo in quegli anni lontani con quanta costernazione vedevo la mia ragazzina di allora andare in montagna con i suoi, allorchè restava solo da aspettare che trovasse una cabina per telefonarmi. Pensavo quanto sarebbe stato meraviglioso disporre di un qualcosa che mi consentisse di raggiungerla. Non esistevano i cellulari, ed è normale che appena inventati mi sembrarono la cosa più bella del mondo, anche se per me irraggiungibili. Molti anni dopo (poteva essere il ’93), con il primo onorario di qualche consistenza, acquistai il mio NecP100: una stecca pesantissima con ben sedici numeri memorizzabili. Uscito il GSM, il sogno proibito era il Motorola 8200. Confidando in un altro onorario, che mai poi intascai per essersi il cliente rivelato insolvente (ne avevo ottenuto l’assoluzione da un oltraggio, ogni tanto lo incontro ancora, il maledetto), comprai il modello superiore 8400. Era perfetto, ma la batteria durava poco, ed allora era normale averne due, una in carica ed una in uso, pronte allo scambio. Solo con il modello successivo 8700 con una carica si potevano fare (come ci saremmo abituati poi) più giorni. Questo modello uscì quattro giorni dopo che avevo comprato l’8400.

Ora, la durata della batteria dell’iPhone è un po’ scarsina: passi che per avere una durata decente si debba disabilitare quasi tutto quello che fa dell’iPhone l’iPhone, passi che si ritorna alla ricarica giornaliera e quindi sempre con appresso il caricatore, ma vedere uscire tra un mese un modello la cui batteria dura tre anni (come peraltro è costume Apple) sarebbe davvero seccante.

Azzardi

July 15, 2008 by · 3 Comments
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Ieri si è presentato nel mio studio un promotore finanziario, esperto di investimenti e che in quanto tale mi aspetto sappia evitare tutti i piccoli sbagli per portarmi direttamente sul lastrico. Mi spiega che, se voglio continuare a investire con lui, occorre compilare un questionario, necessario ope legis, per “profilarmi” (è una sorta di schedatura evoluta: consiste nel non limitarsi a registrare i dati dello schedato, ma anche a astrarne delle caratteristiche specifiche, in modo da poter ragionevolmente supporre anche i dati che questi è riuscito a nascondere). In questo caso si tratta di “profilare” la mia propensione al rischio negli investimenti, in modo che, quando avrò perso tutto, sia chiaro che è stato solo per colpa mia.

Pazienza, sono abituato a queste cose: parafrasando Schopenhauer, non sarebbero necessarie se l’uomo non fosse per natura malvagio e quindi non cercasse sempre di dare la colpa a qualcun altro quando qualcosa va storto. In fondo io sono consapevole che se ordino una certa operazione, anche se mi è stata suggerita da qualcun altro, alla fine l’atto di volontà che l’ha determinata è stato mio. Se ho sbagliato a fidarmi, chi è causa del suo male, piange se stesso. 

Ma il bello è questo: io non sono molto propenso al rischio, ma non l’ho potuto dichiarare, perchè, mi è stato detto, avrei in tal caso dovuto immediatamente disinvestire i miei fondi che, avendo una quota azionaria, sono rischiosi come maneggiare il bacillo del vaiolo. 

Io sapevo che c’erano investimenti che non rischiavi nulla ma guadagnavi pochissimo, investimenti pericolosissimi che potevi arricchirti ma anche andare in rovina (per via dell’effetto leva), e investimenti di rischio normale, le azioni, che potevano salire o scendere, ma in fondo è così che va la vita, al limite sceglievi titoli meno volatili e amen.

Scopro invece che comprando fondi azionari (nemmeno giocando propriamente in borsa, quindi) non ho comprato cose mediamente rischiose, e quindi dimostrato una media propensione al rischio, bensì cose rischiosissime e quindi devo dichiarare di essere pronto ad ogni azzardo (non oso pensare cosa debba dire chi compra derivati o futures). 

Così abbiamo dovuto addomesticare tutte le risposte, non sulla base della mia reale propensione, ma in funzione degli investimenti già fatti. Una sola curiosità. Chi le fa queste pensate?

Ancora torta di riso

July 14, 2008 by · 1 Comment
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Ieri mi sono trovato in una ridente cittadina a pochi chilometri da qui. Dovevo posteggiare, la macchinetta prendeva solo monetine e io avevo solo una banconota da venti. Entro in un negozio, una drogheria che vende solo articoli da pochi spiccioli e quindi immagino dotata di monetine, chiedendo che la banconota mi venisse cambiata. Il proprietario mi dice con tono gravissimo e faccia da lutto (e senza nemmeno guardare nel cassettino) che cambiarmi quella banconota lo metterebbe in enormi difficoltà. Allora adocchio sadicamente il prodotto dal prezzo meno tondo che ci sia (un pacco di carta igienica a euro 1,55) e dico: ah giacchè son qui prendo questa che l’ho finita (tanto la si usa comunque): magicamente il cambio diventa non solo possibile ma agevole. Non mi ha colpito tanto la totale assenza di disponibilità del bottegaio, neppure il fatto che abbia approfittato del mio stato di bisogno per vendere. Mi ha colpito la sua espressione, improvvisamente diventata gaia e sorridente. Venite a fare le vacanze in Liguria.    

iPhone!!!

July 13, 2008 by · 1 Comment
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Oltre a essere un disadattato, sono pure un mac addicted, le disgrazie non vengono mai da sole, e come tale ho atteso a lungo l’arrivo di iPhone e, finita l’attesa, ho cercato di procurarmelo. Siccome non me la sentivo di partecipare all’assalto al forno delle grucce per un device elettronico, ho lasciato a gente più interessata di me le code notturne davanti ai negozi Telekom, e solo in serata mi sono mosso alla ricerca del tanto agognato giocattolino. Nei negozi di un gestore ho ben presto capito essere inutile entrare, perchè dicevano di avere il prodotto, ma non lo avevano o ne avevano pochissimi già prenotati, cosicchè raccoglievano solo ordinazioni. Mi dispiace, ma siccome vivo anche senza, non credo di doverlo ordinare. Nei negozi grandi dell’altro gestore c’erano code pazzesche, quindi mi sono diretto alla grande distribuzione. E qui viene il bello, in uno dei più grandi store di roba di questo genere della città lo avevano. Ma lo vendevano SOLO se facevi un abbonamento. Scorrettezza enorme e violazione del codice, perchè la messa in vendita a certe condizioni costituisce offerta al pubblico, con tutto quello che ne segue. 

Del resto che a Genova non si compra è noto, e quindi mi sono rivolto altrove, trovandone a Savona e a Chiavari. Siccome più vicina, è in detta ridente cittadina che sono andato: tutto a posto, ma con una sorpresina. Solo contanti usati di piccolo taglio, se non fai il solito maledetto abbonamento. Appena posso cambio gestore, certe scorrettezze non vanno dimenticate.

Morituri te salutant/2

July 12, 2008 by · Comments Off
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Il testamento, secondo me, è un pacco. E’ un potere dato al morto per soddisfare una esigenza dei vivi: non volendo litigare su chi dovrà prendersi l’eredità, lo si fa decidere all’unico che non potrà in seguito fornire chiarimenti, e che è pure l’unico al quale non interessa minimamente – in ogni caso – chi si scannerà per cosa dopo la sua morte, salvi alcuni piccoli interessi di rilevo puramente morale.

E’ per questo un pacco pure il testamento biologico, che temo non serva a chi lo fa, ma a chi gli sopravviverà meglio, potendosi sciaquare con esso la coscienza.

Morituri te salutant

July 11, 2008 by · 3 Comments
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Non so voi, ma trovo raggelante la vicenda della povera ragazza per cui il padre ha ottenuto una sentenza di morte dalla Corte di Appello di Milano.

Non capisco fino in fondo sulla base di quale pensiero efferato si agitino tanti consiglieri di morte, a invocare eutanasie e testamenti biologici: credo che lo facciano per lo più per pregiudizio ideologico, che li spinge ad assumere una posizione platealmente anticristiana, credendo con essa di essere coerenti con l’anticlericalismo intrinseco alla ideologia marxista che hanno abbracciato.

Mi chiedo se riusciranno a mantenere queste posizioni quando anche loro si troveranno sulla soglia di un così misterioso passo, di fronte al quale, ci ammonisce Amleto, le azioni perdono il nome stesso di azioni.

A parte questo trovo raggelante il fatto che sospendere l’alimentazione della poveretta significa farla morire nel giro di poche ore di sete prima che di fame: nessuno dubiterebbe che non dare da mangiare a un neonato equivalga a ucciderlo. Ebbene, non è la stesa cosa? Perchè nessuno si preoccupa delle sofferenze cui potrebbe andare incontro prima di morire di sete, quando si ha questa preoccupazione anche per i condannati a morte, che vengono uccisi con un potente anestetico, eppure si solleva sempre il dubbio che possano avere sofferto? Forse perchè il condannato arriva sul patibolo con le sue gambe, e una volta mi venne fatto notare che se il pesce preso all’amo urlasse, ci sarebbero meno persone con l’hobby della pesca e più proteste contro di essa?

Infine: siamo proprio certi che, indipendentemente da cosa avesse detto quando era in perfetta salute, adesso sia proprio dello stesso avviso?

In effetti mi preoccupa che la Corte abbia “ricostruito” la volontà della moritura, ed a questo scopo lascio qui, sul mio blog, che tutti sanno quanto ci tenessi in vita, una mia sorta di testamento biologico ante litteram che possa aiutare – facendo gli scongiuri – un domani qualche giudice chiamato a ricostruire la mia volontà: IO VOGLIO ESSERE CURATO, AD OGNI COSTO E FINO ALLA FINE, fate tutto il possibile e anche di più per trattenermi in questa valle di lacrime più a lungo possibile in qualsiasi condizione. (Ah, adesso sono più tranquillo). 

Pessimo gusto

July 10, 2008 by · 2 Comments
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Sono un disadattato, è cosa nota: io aborrisco il calcio, i locali affollati, la televisione, la musica leggera e così via. La televisione in particolare, che mi offre sempre nuovi spunti per giustificare il mio odio, come stasera, con la solita trita e ritrita gara tra dilettanti, in cui l’elemento di novità era rappresentato dalla modalità di eliminazione dei perdenti, sotto i cui piedi – per mezzo di una leva azionata dal conduttore – si apriva una botola in tutto e per tutto identica a quelle in uso sulle forche: identico a quello dell’impiccato il moto di caduta del concorrente escluso, riproposto anche al rallentatore da diverse angolazioni. Insomma, mancava solo la corda. La cosa più penosa è che che questo era il solo elemento di originalità. A quando concorrenti di quiz legati alla sedia elettrica? (Ahi ahi ahi, risposta sbagliata! ZZZAP!!!)  

Sospendere il giudizio

July 10, 2008 by · 1 Comment
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Sospendere il giudizio è una scelta etica e filosofica difficile ed opportuna. Ma fa discutere la sua futuribile applicazione giudiziaria. L’idea in se non sarebbe peregrina: mettiamo da parte per un po’ tutta la fuffa in modo da poterci dedicare finalmente alle cose serie. Non entro nel merito delle solite ed ormai francamente un po’ stucchevoli polemiche, e mi limito ad osservare che quando il ministro ha detto che non capiva il motivo di tante storie per una norma che in fondo già c’è, diceva una cosa giusta.

Fu l’art. 227 del decreto legislativo 51 del 1998 (1998! Non ricordo chi governasse) che richiese ai capi delle Procure di individuare i criteri di priorità della trattazione dei procedimenti penali.

Lo fece anche qui il nostro Procuratore capo di allora, nell’anno 2000, il quale ci tenne a puntualizzare (e tutti gli demmo atto del coraggio e dell’onestà) che se uno ha cinque cose da fare, stabilire dei criteri di priorità significa che l’ultima la farà un po’ dopo, se ne ha centocinquantamila (tanti erano allora i nuovi procedimenti sopravvenienti ogni anno) significa che l’ultima non la farà mai, ed in effetti nel suo ordine di servizio si parlava esplicitamente di “abbandono” per taluni processi (in particolare quelli che si sarebbero prescritti in ogni caso, e non erano poi molti).

La norma che si vorrebbe introdurre sarebbe anzi più severa, perchè interromperebbe il corso della prescrizione, e quindi, discutiamone pure, ma seriamente, perchè onestamente, credo che, per l’ennesima volta, voler solo vedere un retropensiero nelle scelte di politica giudiziaria sia politichetta da quattro soldi.

Cuori solitari

July 9, 2008 by · Comments Off
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Chiaramente da noi certe mode non attecchiscono a causa dell’alto costo dei lucchetti…

Del resto il Ponte Monumentale di Genova non è Ponte Milvio, il luogo dove Costantino sconfisse Massenzio dopo avere avuto la celebre visione “in hoc signo vinces”…ed oggi è noto solo per i lucchetti. Mah…

Peso forma

July 8, 2008 by · 1 Comment
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Mi dispiace che la brigatista rossa che stanno per estradare dalla Francia sia depressa e dimagrisca a vista d’occhio, ma, checchè ne dica Carla Bruni, non è un buon motivo per graziarla. In effetti anche le sue vittime sono dimagrite moltissimo in pochissimo tempo, senza che Carla Bruni trovasse alcunchè da ridire. Del resto non ebbi il sostegno di un intervento di Carla Bruni per il mio cliente M.A. che, al termine di una vicenda dolorosissima, tentò il suicidio in carcere. Soccorso in ritardo, riportò gravi lesioni cerebrali, diventando praticamente un vegetale. Ottenne perciò la sospensione dell’esecuzione, ma solo per due anni, cosa che innescava un atroce meccanismo che costringeva gli ormai decrepiti genitori del poveretto a richiedere ogni biennio che venisse rinnovata la sospensione, pena vedere il vegetale nuovamente traslato in carcere. Pensammo di risolvere la cosa chiedendo la grazia. Conservo ancora il foglietto con cui venne negata, nemmeno dal Presidente (che mai vide l’istanza) ma da un oscuro ministeriale che con un’unica riga fermò il procedimento, in quanto “non si ravvisano elementi per concedere la grazia”. Due pesi (forma) e due misure, as usual.

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