Breve ma utile guida ai guasti della modernità: 2/il SUV

September 8, 2008 by · 3 Comments
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Sport Utility Veichle: utilitaria sportiva, ma grossa come una ruspa e sportiva come una ruspa. Autovettura di derivazione dai fuoristrada ma che del fuoristrada non ha più nulla e che comunque non viene proposta per affrontare gli sterrati. Mi sono quindi chiesto cosa induca a comprare una macchina che consuma come una pertroliera, inquina come un concorde ed è facile da posteggiare come una betoniera, se, in effetti, non solo non si deve affrontare il Camel Trophy, ma anche la vettura in questione nemmeno lo consentirebbe. Non condivido l’ipotesi status symbol da quando in Lombardia ho visto una vettura cinese supereconomica venduta in un supermercato (ed era un SUV). Se ne puoi avere un modello che non denuncia ricchezza e come tale si riconosce, non è uno status symbol, ma risponde a esigenze più profonde. Azzardo una ipotesi. Il SUV è ambito perchè è l’auto che meglio corrisponde al principale carattere dell’uomo post-consumista: essere essenzialmente un compratore. Oggi il marketing e la grande industria stanno facendo evolvere l’uomo da conumatore a mero compratore, non gliene frega a nessuno se consuma, anzi gli si dice che sbaglia perchè inquina, ma deve comprare, al limite cose che non consumerà. Un nuovo tavolino alla $ditta_scandinava, anche se na ha già due, un nuovo cellulare una nuova tv, una nuova tappezzeria da mettersi da solo e così via. Naturalmente uno come fa a portarsi a casa tutta quella roba se non ha una vettura adatta? Ecco quindi che il compratore si compra (appunto) il SUV. Questa nevrosi del bagagliaio colpisce in particolare i soggetti con prole. Ora, avere figli ai miei tempi era una cosa del tutto normale, e non richiedeva l’armamentario con cui vedo oggi caricarsi i moderni papà (di sicuro il mio non lo ha mai fatto) con passeggini incredibili, che – a pensarci bene – sono la logica del SUV applicata ai passeggini, così, tanto per abituarli fin da piccoli.