Chi è fedele nel poco…

I detenuti in carcere lavorano, magari ricevono soldi dai parenti, o ne depositano al loro ingresso e questi soldi possono anche spenderli allo spaccio interno o (ma molto più raramente) per pagare i loro avvocati. Capita quindi abbastanza di frequente che, quando vengono rilasciati, residui qualche somma – generalmente piccola – a loro credito. Lo Stato, giustamente, non se la incamera e, siccome ai detenuti all’atto del rilascio viene chiesto di eleggere un domicilio e loro (che mica gli fa tanto piacere dire dove vanno) generalmente lo eleggono presso il loro difensore, scrive a me (cioè all’ormai ex detenuto presso di me) di andare a prendersi i soldi.

Quella sopra è la busta della lettera arrivata oggi, che costituisce la “prova provata” (come dicevano i pratici) che l’amministrazione ha speso € 1,40 per scrivermi. Dentro vi era l’invito per un mio cliente ad andare a ritirare un “saldoconto pari a € 0.07” (zerozerosette). Capisco che vi sono praticamente costretti, ma hanno speso venti volte tanto per un residuo di sette centesimi, della cui perdita il mio assistito difficilmente si sarebbe lamentato. Valga il precetto evangelico per cui chi è fedele nel poco lo è anche nel molto.

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