Legge di mercato e mercato della legge

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, un legislatore che non sapeva che pesci prendere, calcolò che per poter assicurare a pochi adeguate garanzie nel processo penale, doveva negarle a molti. Dettò un processo penale molto garantito, ma disse che perchè il fragile meccanismo potesse funzionare, il novanta per cento dei processi doveva rinunciare a quelle garanzie. Siccome le predette garanzie erano costosissime, fu fin dal principio chiaro che i pochi che potevano goderne erano i ricchi, e che perchè loro potessero goderne dovevano rinunciarci i poveri. Purtroppo però non poteva togliergliele, così, per decreto, perchè avrebbe fatto troppo brutta figura. Occorreva che vi rinunciassero spontaneamente. A questo scopo premiò la rinuncia alle garanzie con corposi sconti di pena. Purtroppo perchè lo scherzetto funzionasse occorreva che fosse davvero vantaggioso. Invece capitava che i risultati cui si perveniva a seguito della trattativa se-rinuncio-quanto-mi-togli fossero peggiori di quelli cui si perveniva con un processo normale. Al mercato della legge sfugge la legge del mercato.

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