Pensieri cupi, Eluana e gli altri

Da alcuni giorni mi tormenta un pensiero cupo: io non tengo per nessuna squadra di calcio. Semmai dovessi avere un incidente, che sciarpa avvolgeranno al palo del sinistro? Metteranno forse un bustino di Bach? Eppoi, le vittime di incidenti erano forse tutte persone attaccatissime alla loro squadra, che ne facevano una ragione di vita, anzi identificavano con essa tutto il loro essere? Forse era semplicemente gente che magari andava un po’ allo stadio, ma poi in fondo della squadra non è che gliene importasse tanto. Eppure, ecco li le sciarpe. E capisco che sono solo una tragica semplificazione dei sopravvissuti, che non riuscendo a penetrare la reale e profonda essenza dell’altro, la semplificano alla piùbanale cosa esteriore che sono riusciti a ricordare e che pensano gli facesse piacere. Restano un mistero i cuori, che Buzzati chiamava “quelle buie, insanguinate scogliere”.

Il fatto è che questo meccanismo serve solo per i vivi, ed è lo stesso che scatta quando si tratta di ricostruire la volontà di un morto o – peggio – di un morituro: chissà poi se a lui interessavano tanto le cose di cui rivestiamo la sua volontà presunta.

Non ricordo chi scrisse che sono tre le cose che non si possono vedere: gli occhi della formica, il cuore degli uomini e l’ombra di dietro.

Comments 3

  • Eh già, ci sono anche questi momenti in cui i pensieri ofuscano la visibilità. Spesso quando vado a camminare (la sera) o la mattina (presto), nel mio percorso incontro grandi mazzi di fiori, e a volte penso anche io alla stessa cosa che pensi tu, a me dovranno mettere gli spartiti di Beethoven, così in qualche modo tutti sapranno che amavo la musica classica, oppure le mie prime scarpette da danza (avevo 3 anni).
    In ogni modo ognuno ricorda la persona mancata, però non è che stia diventando una moda tutti questi fiori, oggetti personali appesi lungo strade, muretti etc. Ripeto ogni persona ricorda il suo caro come vuole e meglio crede, ma non è la materialità dell’oggetto (ma questa è una mia personalissima idea ), che lo terrà qua, mi spiego l’insegnante di Tecnica della comunicazione dell’anno scorso ci diceve sempre: ” un giorno se avrete la sfortuna che vi manchi un caro, come reagireste? metterete anche voi fiori…etc, ma poi disse: ” ricordate una sola cosa, solo il sentimento e l’amore per una persona terrà accesa la sua presenza, anche se non fisica”.
    Belle entrambe le citazioni, in particolare l’ultima, che in effetti rispecchia la realtà.

    Un caro saluto!! Giulia

  • Siamo sistemi non osservabili (http://it.wikipedia.org/wiki/Osservabilit%C3%A0) da vivi … figuriamoci da morti

    Chiunque abbia scritto quella frase non conosceva né la lente né lo specchio 🙂

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