Cultura del sospetto postale
Un labirinto dal quale è davvero difficile uscire è il sistema delle notifiche. Oggi ho chiamato un ufficio postale della Repubblica per sapere che fne potesse avere fatto un atto di cui avevo chiesto la notifica a mezzo posta. L’impiegato è in evidente difficoltà, i miei termini stanno per scadere, ma non sa cosa dirmi, potrebbe farmi un duplicato, ma…
Insomma, mi dice, lo sa meglio di me col mestiere che fa, per la prìvaci (sic) non posso darle notizie per telefono. Oggi sono stanco e allora faccio pesare il titolo: proprio per il mestiere che faccio, penso che lei abbia torto (=non penserà mica che schiodi da qui per venire sul cocuzzolo della montagna a discutere con lei di una notifica che voi avete perso?).
La replica è disarmante: ed io che ne so di chi è lei, potrebbe anche essere un mio superiore che vuole controllare come lavoro! Il terrore corre sul filo, ma viaggia anche per posta. (PS ho risolto dimostrando di saper declinare a bruciapelo senza esitazione tutti i miei dati…)
Comments
3 Comments on Cultura del sospetto postale
-
GiO on
Mon, 15th Dec 2008 14:47
-
Maxx on
Mon, 15th Dec 2008 15:19
-
nicolaennio on
Wed, 17th Dec 2008 20:31
Vuol dire che alle poste non hanno un sistema di sicurezza utile ad individuare il numero da cui chiamano i clienti per verificare se la chiamata è effettuata da un ufficio o da un terminale esterno?
Buono a sapersi…
- “lei non sa chi sono io!”
- “è proprio questo il problema!”
diventerà un mondo con le password orali, ci saluteremo dicendo:
- Xtr$$rUy
- gaehghr
- ah! E’ proprio lei avv. Olivieri.
- ma glielo hanno detto che il suo saluto è debole?
