La morale corrente
Ieri sera sono andato in palestra. Non porto mai nulla di valore con me, ma stavolta dovevo pochi spiccioli a un amico che si allena con me. Porto solo quelli, e – mentre mi cambio – lo poggio su una panca, dove, ovviamente, me li dimentico. Esco, incrocio sulla porta un tipo che entra nello spogliatoio (già visto, uno sempre molto elegante), arrivo nella palestra, mi ricordo dei soldi e torno indietro. I soldi non ci sono più, ed il tipo si sta placidamente cambiando proprio davanti a quella panca. Entro. Non dice nulla. Mi dispiace ma può averli presi solo lui, e lui lo sa. Allora dico “scusi, ha mica rinvenuto una piccola somma?”. Risponde: “ah, sono i tuoi? li ho visti qui…”, “…li ha visti qui e li ha incamerati”, replico. “Beh, mica c’era scritto nome e cognome sopra (neanche il suo, se per quello) eppoi tanto se non li prendevo io li prendeva un altro (intanto lei li ha presi)”.
Questa è la morale corrente. Aveva riposto accuratamente la misera banconota nel portafogli, sarebbe bastato che mi urlasse nel corridoio che avevo lasciato dei soldi, ma alla fine non ha nemmeno percepito la figura di merd* che aveva fatto.
La nostra piccola Gaza quotidiana
Vorrei che per un giorno, per un giorno solo, quelli che mettono alla finestra la bandierina della pace rinuciassero a vomitare insulti su chi ha osato azzardare un colpetto di clacson o non cercassero di uccidere il motociclista che non va dove dicono loro; vorrei che per un giorno non rispondessero male “a prescindere” e che, sempre solo per un giorno, non trovassero giusto replicare a ceffoni a una persona che non ha potuto andare esattamente e prontamente nella loro direzione. Oppure vorrei che togliessero le bandierine e dicessero che loro, al posto di Israele si sarebbero arrabbiati moltissimo.
Vorrei capissero che non saranno i pacifisti, ma i pacifici (pacefici = coloro che fanno la pace) ad essere chiamati figli di Dio.
Cedant arma togae
Mi ha davvero colpito il fatto che il governo israeliano abbia deciso di non pubblicare i nomi degli ufficiali che hanno diretto le operazioni nella striscia di Gaza, per non esporli ad azioni giudiziarie, e che abbia già incaricato avvocati per fronteggiare le cause per danni e quant’altro. Insomma, una volta dopo una guerra ci si leccava le ferite, si contavano i morti e si ricostruiva quello che era andato distrutto, non si facevano cause.
Però potrebbe essere un buon segno, se gli Stati prima di dichiarare una guerra ci pensassero due volte perchè dopo dovranno avere a che fare con gli avvocati (il che è notoriamente peggio di una guerra persa).
One of these days
Uno di questi giorni mi sono svegliato presto e male, mi sono avviato in moto sotto la pioggia nel traffico e sono arrivato in ufficio. In ufficio ho iniziato a lavorare, ho scritto istanze, studiato casi fatto telefonate, mandato lettere e mail. Sono uscito per andare a vedere due appartamenti. Uno l’agente è arrivato in ritardo che me ne ero già andato, l’altro me ne sono andato io dopo avere visto il posto. Sono tornato in ufficio, ho fatto un pisolino, non capisco come mai sono sempre più stanco, ho ripreso a lavorare, ho preso decisioni, gestito situazioni, placato animi, consolato afflitti, istruito ignoranti, consigliato dubbiosi, ammonito peccatori, perdonato offese, sopportato pazientemente persone moleste e pregato Dio per i vivi e per i morti. Ho pensato tanto a una persona cara che aveva un problema di salute e escogitato cose per incoraggiare una persona cara che ha problemi professionali. Mi sono compiaciuto di successi e ho incassato sconfitte. Non ho visto un soldo.
Infine mi sono caricato come un animale da soma e a piedi sotto la pioggia mi sono avviato verso la palestra. Durante l’allenamento ho guardato la mia immagine riflessa e mi sono chiesto se ero io davvero quello lì. Ne ho prese tante, ma qualcuna l’ho anche data.
Stanco e sudato mi sono ricaricato come una bestia, sono tornato in studio, ho indossato lo scafandro impermeabile (se Dio vuole l’ultimo travestimento della giornata) sono salito in moto e tornato a casa. Almeno non pioveva più.
Sono arrivato a casa, e ancora mi sono visto allo specchio e mi sono guardato, con i capelli incollati dal sudore e la puzza dei guanti sulle mani. E mi sono detto “non voglio più essere infelice” e mi sono fatto una doccia e preparato una cena luculliana. Cioè mi sono fatto una pasta. E mi sono messo a scrivere.
Ho pensato cosa mi occorresse per non essere più infelice e realizzato che probabilmente non ce la farò mai, poi sono andato a letto e ho dormito di un sonno rabbioso. Domani si ricomincia.
Wall.e
Sarò infantile, ma mi è piaciuto da morire. I personaggi sono strepitosi, non hanno nulla di umano, ma sono di una umanità (e di una espressività) incredibili.
Le citazioni sono imperdibili, in particolare il boing che fa il protagonista quando si accende (uguale a quello che da sempre fanno in nostri mac) e l’occhio rosso del timone identico a quello di Hal 9000. Potente l’ironia degli uomini che parlano perennemente al cellulare e non vedono cosa gli succede attorno, e potente la morale: il mondo viene salvato da un tipo che per settecento anni ha continuato imperterrito a fare il proprio lavoro, anche se umile.
Il Dio trino e il dio quattrino
Vorrebbero fare nella mia città una campagna pubblicitaria scrivendo sugli autobus che Dio non esiste. La cosa sta dando vita a non poche polemiche.
Dapprima ho riflettuto sugli incerti confini del ragionamento per cui si debba togliere il crocifisso dalle scuole per non offendere i non credenti, mentre i credenti possono essere offesi senza problemi, al punto che spero che stavolta ci soccorrano gli islamici, arrabbiandosi al posto nostro (e si sa che sull’argomento tendono ad essere più reattivi).
Poi ho pensato che fosse la solita onda anticlericale che, per non sbagliare, finisce per diventare anticristiana (pare che abbiano scelto Genova per vessare il nostro Vescovo che non gli è simpatico).
Poi ho riflettuto sulla bizzarrìa dell’iniziativa, dato che la fede non è un prodotto pubblicizzabile (specie in negativo), perchè non è una cosa che si sceglie razionalmente se abbracciare o meno, e un credente di certo non cessa di esserlo perchè convinto da uno spot.
Ma alla fine ho capito quando ho sentito intervistare i promotori dell’iniziativa che hanno spiegato che il loro intento è quello di far sentire la loro voce, perchè sono stanchi delle sperequazioni a favore dei credenti, tipo l’otto per mille.
A ben vedere un dio ce l’hanno anche loro…
Menagrami
Un gruppo di studenti ha votato una petizione per il ricambio della classe politica in favore dei giovani. L’hanno consegnata all’ottuagenario nostro capo dello Stato.
Mi chiedo se abbia fatto gli scongiuri quando ha letto che, secondo loro, tale ricambio non dovrebbe essere imposto per decreto, e quindi avvenire – immagino – con mezzi più naturali.
Perchè?
Da quando è stato introdotto anche per gli avvocati l’obbligo dell’aggiornamento (intendo l’obbligo formale, perchè per un professionista aggiornarsi è vitale e non mi risulta che gli avvocati in realtà non studiassero), si sono moltiplicate le inziative accreditate, di cui molte a pagamento, e tutto ciò che ne segue in termini di pubblicità.
Ho sotto gli occhi una ricca brochure che mi è stata recapitata stamattina da un noto ente che organizza corsi a caro prezzo. Non hanno niente che riguardi direttamente la mia specifica attività, ma hanno corsi di informatica, tra cui leggo “Manutenzione dell’ambiente di Microsoft Windows 2003″. Con la casa di Redmond ne abbiamo viste di cotte e di crude, ma questa versione mi era sfuggita (ma posso sbagliare); soprattutto leggo di un corso che per ottocentosettanta euro dovrebbe insegnare l’”utilizzo di excel come database”.
Quante lezioni impegnano per spiegare perchè dovrei usare come database un foglio di calcolo?
Doccia gelata
Non sono evidentemente stato il solo a stupirmi dello strano fenomeno delle piogge gelate che affligge le autostrade, che proprio per questo sono state appena dileggiate da un noto conduttore radiofonico, immediatamente rintuzzato dal meteorologo, che ha spiegato che in effetti la pioggia gelata non è esattamente la grandine, proprio come era stato ipotizzato in qualche arguto commento al post precedente.
Precisione terminologica
Da cultore incallito di finezze linguistiche sono tra le altre cose dell’idea che, in presenza di un vocabolo specifico, l’uso (per scopi non definitori) della rispettiva circonlocuzione, o del termine generico, risponda – se non si usa la lingua a casaccio – ad una precisa esigenza, espressiva, stilistica, concettuale o descrittiva.
Mi spiego con un esempio: raccogliere i grappoli d’uva sfuggiti alla vendemmia, si dice “raspollare”, sicchè dovrebbe corrispondere ad una scelta precisa dire “stava raspollando” piuttosto che “stava raccogliendo i grappoli sfuggiti alla vendemmia”.
A volte invece esistono termini diversi per andare dal generale al particolare. L’acqua ghiacciata, per esempio, si chiama “ghiaccio” e il ghiaccio che cade dal cielo si chiama “grandine”.
Dico questo perchè da ieri mi sto arrovellando su cosa diavolo (sott)intendesse chi ha scritto sul tabellone dell’autostrada che erano previste piogge ghiacciate: forse che sarebbe piovuta acqua freddissima?
