Fantasie consolatorie
Sto contemplando un decreto di citazione a giudizio in un processo in cui io sono (manco a dirlo) parte civile. L’autorità emittente è riuscita a sbagliare, nell’ordine:
1. il difensore (il mio nome scritto a stampa è cancellato con un tratto di penna e sostituito sempre a penna dal nome di un collega che non c’entra nulla, al quale hanno notificato l’atto, ed alla cui arguzia e cortesia ne devo la conoscenza);
2. il rito (il reato richiedeva l’udienza preliminare e questa è invece una citazione diretta);
3. il giudice (mi mandano a una sezione distaccata mentre si doveva andare alla sede).
Mi perdo in perverse fantasie: se uno così fosse un dipendente privato…
