Avvocato in mare!

Leggo dei diversi esiti (manco a dirlo, a seconda dei giudicanti) dei processi contro i ferrovieri che non volevano usare il pedale dell’uomo morto. Detto strumento è una di quelle tante cose che intender non la può chi non la prova (ed i giudicanti in genere farebbero bene a tenere conto di questa massima).

Per adempiere al proprio obbligo di formazione permanente, un avvocato ha molte strade a disposizione, tra cui quella dei corsi online messi a disposizione (come nel mio caso) dall’ordine di appartenenza. Si tratta di una trovata eccezionale, che mi consente di seguire corsi di ottima qualità, praticamente quando voglio, e che innesca un circolo virtuoso, per cui ogni volta che hai un oretta libera, zac! magari ti fai un corso.

Il problema è come evitare che qualcuno avvii il corso, spenga l’audio e si metta a fare dell’altro. Semplice: con il pulsante dell’avvocato morto. In maniera del tutto random appare una lettera in un riquadro, io clicco su un pulsante, se non becco almeno l’80% delle lettere il corso non mi viene riconosciuto.

Sembra una cosa semplice, ma invece è un tormento, perchè per stare attento alla lettera malefica, faccio una fatica maledetta a stare attento al relatore, e quando sono troppo concentrato sul relatore, mi scappano le lettere.  

Come capisco i ferrovieri.

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