Advocatus sed non latro

Una di queste sere a cena mi hanno presentato un ingegnere rumeno, che lavora da noi, il quale ci ha tenuto a precisare di essere rumeno, ma non delinquente. Li per li ho replicato con la celebre motivazione per cui fu fatto santo Sant’Ivo di Chartres (advocatus fuit, sed non latro), ma la cosa mi ha colpito ugualmente, soprattutto perchè nel contesto non c’era nulla che potesse indurmi a pensare che fosse un delinquente. Forse voleva proteggersi o forse ironizzare sul pregiudizio che attualmente grava sui rumeni, che è un pregiudizio, perchè non vi è corrispondenza biunivoca tra l’insieme dei “rumeni” e l’insieme dei “delinquenti”, atteso che si danno delinquenti che non sono rumeni e rumeni (come l’ingegnere) che non sono delinquenti. Fatto è che che questo pregiudizio è da un punto di vista logico una fallacia di indebita generalizzazione, e proprio in quanto fallacia induce a più approfondite indagini (le fallacie si prestano a usi maliziosi). Una generalizzazione è lecita o quando si basi su un campione molto elevato e probante o quando colga un elemento caratterizzante. Analizzando la tipologia dei “delinquenti rumeni” a me sembra di individuare un elemento generalizzante diverso dalla nazionalità, e cioè le condizioni di assurda miseria in cui si trovano, sicchè emerge come l’insieme dei “delinquenti rumeni” sia un sottoinsieme dei “delinquenti poveri”, e che quindi il fattore criminogeno si debba individuare non nella “rumenità” ma nella “povertà” as usual.

Comments 1

  • Tutto bene fino a “Una generalizzazione è lecita o quando si basi su un campione molto elevato e probante o quando colga un elemento caratterizzante”

    Ecco… campione molto elevato? uhm… fallacia statistica?

    Ciao! f.

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