Contenti loro
Ho avuto notizia del dibattito – conseguente nientedimeno che ad una canzonetta – circa il fatto se l’omosessualità sia una malattia e se in caso affermativo se ne possa guarire. Anzi circa il fatto che non si debba dire che un omosessuale possa “cambiare idea” perchè questo implicherebbe che l’omosessualità sia una malattia. A me la questione pare priva di pregio, atteso che se a taluno piace prenderlo nel didietro, è affar suo ed è padronissimo di farlo, e quello che fa a casa sua alla fine rileva poco fuori di essa. Solo due piccole osservazioni: pur correndo effettivamente il rischio di commettere un errore, sono portato a ritenere meno attendibile un parere su una partitura di Bach se proviene da un amante dell’heavy metal piuttosto che da un clavicembalista; capisco poi che per le organizzazioni omosessuali la questione delle “conversioni” sia un nervo scoperto, visto che devono fronteggiare nientemeno che la spieteta concorrenza della f**a…
