Passacaglia e fuga in do minore

Duecentonovantadue battute di pura solennità, risuonarono nel 1705 nella mente di un uomo di vent’anni, e poco dopo, per la prima volta furono udite, forse, nella chiesa di Arnstadt: il semplicissimo tema viene esposto affidato al solo pedale, viene variato per venti volte, e infine completa la sua metamorfosi irradiandosi in una fuga, disperdendosi in rivoli ed infine ritrovandosi. Non riesco a spiegarmela razionalmente ma percepisco con esattezza la tridimensionalità di questo oggetto, a volte mi sembra di poterci entrare e di cercare di coglierne la vista d’insieme o i piccoli particolari. Una cattedrale sonora, che esiste solo finchè esistono i suoni che la formano. Ma è reale, come gli altri luoghi musicali che compongono questi effimeri e meravigliosi universi paralleli temporanei.

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