Donne…

June 30, 2009 by admin · 2 Comments
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Per una curiosa forma di cecità tutta maschile, quando una donna mi dice di avere mal di pancia, come per un riflesso condizionato rispondo “ti avrà fatto male qualcosa.” Solo dopo molti anni di allenamento e raggiunta una certa maturità, stavo iniziando a metabolizzare che in realtà intendono qualcos’altro di molto specifico, finchè ieri non sono crollate le mie poche certezze guardando una pubblicità, dove una tipa dice che non vuole fare il bagno perchè ha mal di pancia. Avrà le sue cose, penso; INVECE NO! Spiega che si sente gonfia per un altro motivo, di tutt’altra natura (e con tutt’altro rimedio, che poi è il prodotto pubblicizzato). Insomma…tutto da rifare.

Mazinternet

June 29, 2009 by admin · Comments Off
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Ve lo ricordate Mazinga? Il nome derivava da Maijn che significa dio-diavolo, per dire una cosa che può essere buonissima o cattivissima a seconda dell’uso che se ne fa. D’altronde anche Socrate diceva: la moglie, nessuna cosa un uomo prende, migliore se è buona, peggiore se è cattiva. Intenet indubbiamente appartiene a questa categoria di cose a doppia faccia. Ho ritrovato padre Paolo su FB, era “prefetto” nella mia scuola quando andavo alle medie. Poi sparì. Mi ha raccontato di essere stato vent’anni missionario nelle filippine e adesso è in Brasile, dove ha aperto una scuola. Abbiamo chiacchierato in chat, e mi ha fatto vedere su YouTube i filmini della sua scuola. Vent’anni e un oceano polverizzati in un secondo.

Et in Arcadia ego

June 27, 2009 by admin · 2 Comments
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Io, l’Oscuro, il Reietto,  l’Escluso, ancora una volta di notte mi sono rifugiato come un animale braccato nella mia tana, rituffandomi nelle tenebre da cui sono uscito, per leccarmi un po’ le ferite in santa pace. Questa giornata me ne ha inferte più di una: introiettandosi alimentano ogni giorno di più la desolazione che c’è in me, e lentamente implodo verso regioni ove è solo buio e silenzio. Alla fine l’Oscuro Signore non cerca nemmeno più la luce, pago di se stesso, abita le sue stanze notturne. Muore ogni giorno, senza dire una parola.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Embè?

June 26, 2009 by admin · 4 Comments
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Ok, dicono che il Presidente andasse a puttane. I casi sono due: o è lui un uomo eccezionale che ci riesce ad onta dell’età, o sono eccezionali le professioniste cui si rivolge, che riescono a lavorarci ad onta dell’età. Del resto dissero che lo faceva anche quello che – se le cose fossero andate diversamente – oggi sarebbe il Re di questo paese. Solo che di lui dissero anche che tirava poco regalmente sul prezzo. Tolto questo, la storiella andrebbe archiviata come una qualunque pezza di colore. Perchè quello che fanno costoro a casa loro, sono solo affari loro, e in ogni caso non sono affari miei.

Terribilis est locus iste

June 25, 2009 by admin · 2 Comments
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Quattro chiacchiere con un amico che mi parla di alcuni suoi progetti imprenditoriali estremamente innovativi (e carichi di potenzialità che non posso a fare a meno di intravvedere). Gli chiedo: “ma riesci a fare cose del genere a Genova?”; mi risponde che infatti nessuno dei suoi interlocutori è genovese. Solita storia. Parlando salta fuori che comunque gli servirebbe gente, a me viene in mente che conosco persone che potrebbero fare al caso suo, e lui mi chiede di creare il contatto. Tutte le persone con cui ho parlato hanno immediatamente detto che non gli interessava, che loro avevano altro da fare. Ora: non era una opportunità di quelle che cambiano la vita, ma era comunque una opportunità, e nessuno, dico nessuno, ha sentito il bisogno di andare a vedere un po’, o anche solo di annotarsela ad ogni buon conto. A ciò aggiungendo che nessuno ha neanche sentito il bisogno di dire anche solo grazie, ecco che si delinea in tutta la sua ottusa grandezza, la “genovesità”.

Sono un professionista

June 5, 2009 by admin · Comments Off
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Questo aureo libretto mi è stato donato per il mio compleanno dall’amico Herr Doktor. Si tratta di uno di quei casi felicissimi in cui un autore riesce a dire in poche pagine un numero così grande di cose, e di tale peso, da richiedere una lunga riflessione. Inutile cercare compromessi: siamo noi, con i nostri comportamenti sbagliati e le nostre comunicazioni errate, gli artefici della nostra infelicità, ed io sono un professionista. (1/3 – to be continued).

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