Haiku, pessimismo e fastidio
Aver paura
sempre aspettando il male
passano i giorni.
Haiku per le ferie
Solo l’assenza
Mi tiene compagnia.
Torrida estate.
Seconda stella a destra
Una coppia di turisti svedesi a Venezia voleva andare a Capri. Hanno impostato male il navigatore e son finiti a Carpi (vicino Modena) dove l’equivoco è stato scoperto perchè i due chiedevano insistentemente di vedere la grotta azzurra. Passi che non li abbia insospettiti la distanza percorsa (Carpi è molto più vicina a Venezia di Capri) ma come hanno potuto pensare di essere arrivati con la macchina su un isola, senza avere incontrato nemmeno un po’ d’acqua sul loro percorso?
Haiku di sera
Aspetto sempre:
So soltanto aspettare.
Scende la Luna.
Caramba che sorpresa!
A volte i Carabinieri hanno delle risorse davvero inspiegabili: hanno convinto un pazzo armato che si era asserragliato in casa ad aprirgli la porta, usando un trucco davvero disarmante: gli hanno chiesto un bicchiere d’acqua!
Guardare ai risultati
Leggo sul giornale di un ragazzino di tredici anni che aveva problemi, e per questo era seguito da una assistente sociale di trent’anni, la quale – assisti oggi, assisti domani – alla fine se lo è portato a letto, e per questo, appena scoperta dai genitori del ragazzino, è stata arrestata. Il fatto è che leggo che i genitori non sono stati insospettiti dal fatto che il loro figliolo appariva turbato, taciturno o in difficoltà, ma anzi al contrario dal fatto che improvvisamente aveva iniziato a vedere positivamente la vita, a studiare con entusiasmo, a non fare più storie quando doveva spegnere il computer o la tv, insomma a non essere più (o a essere meno) il soggetto problematico che era.
Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
Il 17 porta sfiga

Quello che vedete è il mio primo e spero ardentemente ultimo abbonamento alla linea di bus della mia città. A Genova i bus fanno abbastanza schifo, ma passi. Il fatto è che in realtà il servizio sarebbe accettabile, se non fosse che sono pochi e quei pochi son sempre rotti. Per due giorni consecutivi ho subito il temutissimo sketch del “tutti a terra. È rotto!”. Non c’entrerà mica il fatto che la linea è la n.17?
RTFC
Versione avvocatesca del più celebre RTFM (read the fucked manual, leggiti il fottuto manuale, detto in risposta a domande oziose sul funzionamento di un programma o di un dispositivo): sta per read the fucked code, leggiti il fottuto codice…
Il senso della colpa
Capisco l’emotività, ma il giudizio è dominato dalla logica, e dalla logica giuridica, quindi è il contrario dell’emotività, e con lui il suo prodotto: le sentenze. Capisco che una sentenza possa non piacere, è nella sua natura. Quando una sentenza piace a qualcuno io inizio a insospettirmi, perchè se c’è stata una sentenza vuole dire che c’era un contrasto, ed il contrasto scontenta tutti per definizione. Le sentenze non si irridono nè si criticano: prima si impugnano (se c’è materia), e poi si eseguono (se ci si riesce). Le sentenze ricostruiscono un fatto, e vi applicano una norma, non hanno cuore, ma solo cervello. E’ la nostra giustizia da contabili; quella vera – come dice Silone – la troveremo in Paradiso.
Capisco la reazione emotiva alla sentenza del poliziotto che ha sparato nell’autogrill, anche se nessuna sentenza può restituire la vita a chi l’ha persa (per inciso è uno dei motivi per cui nemmeno ammetto che una sentenza possa dare la morte, anche a chi la merita), ma se non vogliano sconfinare definitivamente in quel giustizialismo paranazista di cui si vedono inquietanti segni, dobbiamo concludere che è una sentenza a quanto è dato capire ampiamente condivisibile.
Anzi: prevedibile, come si capiva dalla serenità della difesa ed invece dall’acribia dell’accusa, che ha fatto gesti plateali, sfornato accuse plateali (difesa di facciata ha chiamato la tesi degli avvocati dell’imputato) ma filato pochissimo diritto: tutte le circostanze di fatto costringevano a concludere che il poliziotto non l’ha fatto apposta a uccidere quel povero ragazzo, e nemmeno lo aveva messo in conto come evento possibile accettato. Insomma, era chiaramente materia di colpa, la cui essenza – su questo punto c’è poca chiarezza – consiste in un giudizio di rimproverabilità.
Il poliziotto non ha voluto colpire, ma ha tenuto un comportamento fortemente rimproverabile, quindi connotato da colpa, e in effetti fortemente rimproverato, perchè sei anni per un omicidio colposo non son pochi. Capisco che non piaccia a chi vorrebbe vederlo squartato sulla pubblica piazza, ma questo dice il diritto.
