Tristalia

Era il nome che Stefano Benni dava alla nazione centrale di “Elianto” (quella che voleva assorbire la Contea, per capirci). Noi viviamo in Tristalia, per come il nostro paese sta diventando un brutto paese. Solo pochi appunti.

Una delle più inutili vessazioni a cui sono sottoposto sono i maledetti “studi di settore”: Siccome la Repubblica non si fida della mia dichiarazione dei redditi, mi obbliga ogni anno a rispondere a un assurdo questionario che applicando oscuri ed astrusi modelli statistici ad astruse domande che celano oscuri trabocchetti, dovrebbe in sostanza sgamarmi. Se quanto secondo loro devo per forza avere guadagnato in base ai risultati del questionario non corrisponde a quanto dichiarato, i casi sono due: o pago la differenza o rischio un controllo. Ovviamente se dal questionario risulta che ho guadagnato molto meno di quanto ho dichiarato, non mi restituiscono la differenza.

Si capisce però che se uno mente nella dichiarazione, non dovrebbe avere difficoltà a mentire nel questionario. Certo, fanno controlli anche sulla fedeltà dei questionari, ma la precedenza va a quelli che non hanno pagato, quindi il rischio non è diverso da quello che si corre con i controlli sulla sola dichiarazione infedele (anzi, è minore). Insomma anzichè controllare direttamente le dichiarazioni, si controllano quelli che non si sono adeguati e se avanza tempo i questionari. Attenzione: data la astrusità delle domande, un controllo approfondito dei questionari non è meno difficoltoso di quello sulla dichiarazione.

Se le cose finissero qui, sarebbe solo una delle innumerevoli stupidaggini che devo affrontare (la compilazione mi porta via in genere un intero giorno lavorativo) ma c’è dell’altro.

Gli studi di settore sono solo una forma di prelievo in più: io non so quali siano i criteri di valutazione, quindi basta un ritocchino a qualche formuletta e…ZAC! aumenta magicamente il numero di quelli che non ci stanno dentro. Ma proprio qui emerge il raffinato sadismo della cosa: la maggior parte delle volte si sfora di pochi centoni, che non giustificano il rischio di una grana, e al solito si paga. Insomma il solito sistema per sfilarti un paio di bigliettoni, che se me li chiedessero direttamente con una formula appena più garbata di “o la borsa o la vita”, glieli darei avendo almeno risparmiato una giornata di lavoro.

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