RTFC
Versione avvocatesca del più celebre RTFM (read the fucked manual, leggiti il fottuto manuale, detto in risposta a domande oziose sul funzionamento di un programma o di un dispositivo): sta per read the fucked code, leggiti il fottuto codice…
Il senso della colpa
Capisco l’emotività, ma il giudizio è dominato dalla logica, e dalla logica giuridica, quindi è il contrario dell’emotività, e con lui il suo prodotto: le sentenze. Capisco che una sentenza possa non piacere, è nella sua natura. Quando una sentenza piace a qualcuno io inizio a insospettirmi, perchè se c’è stata una sentenza vuole dire che c’era un contrasto, ed il contrasto scontenta tutti per definizione. Le sentenze non si irridono nè si criticano: prima si impugnano (se c’è materia), e poi si eseguono (se ci si riesce). Le sentenze ricostruiscono un fatto, e vi applicano una norma, non hanno cuore, ma solo cervello. E’ la nostra giustizia da contabili; quella vera – come dice Silone – la troveremo in Paradiso.
Capisco la reazione emotiva alla sentenza del poliziotto che ha sparato nell’autogrill, anche se nessuna sentenza può restituire la vita a chi l’ha persa (per inciso è uno dei motivi per cui nemmeno ammetto che una sentenza possa dare la morte, anche a chi la merita), ma se non vogliano sconfinare definitivamente in quel giustizialismo paranazista di cui si vedono inquietanti segni, dobbiamo concludere che è una sentenza a quanto è dato capire ampiamente condivisibile.
Anzi: prevedibile, come si capiva dalla serenità della difesa ed invece dall’acribia dell’accusa, che ha fatto gesti plateali, sfornato accuse plateali (difesa di facciata ha chiamato la tesi degli avvocati dell’imputato) ma filato pochissimo diritto: tutte le circostanze di fatto costringevano a concludere che il poliziotto non l’ha fatto apposta a uccidere quel povero ragazzo, e nemmeno lo aveva messo in conto come evento possibile accettato. Insomma, era chiaramente materia di colpa, la cui essenza – su questo punto c’è poca chiarezza – consiste in un giudizio di rimproverabilità.
Il poliziotto non ha voluto colpire, ma ha tenuto un comportamento fortemente rimproverabile, quindi connotato da colpa, e in effetti fortemente rimproverato, perchè sei anni per un omicidio colposo non son pochi. Capisco che non piaccia a chi vorrebbe vederlo squartato sulla pubblica piazza, ma questo dice il diritto.
