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  • Un po’ come la pillolaabortiva e l’inseminazione artificiale. Il sentimento di base è lo stesso. Poi ovvio la “nobiltà” di tale sentimento varia in base alle motivazioni…Ma il concetto è sempre il solito: “poter avere sempre ciò che non si ha, a prescindere!”

  • L’accettazione del sè (o la ricerca del sè) potrebbe a buon titolo essere uno (se non il principale) scopo della vita. E’ evidente che le persone che non si accettano per quello che sono sperperano un sacco di energie a cambiarsi… però questo in generale non è un difetto potrebbe però diventarlo se il cambiamento si riferisse solo a una componente esteriore. D’altronde in una jungla è importante saper correre veloce, cacciare, essere abile (di qui un certo tipo di selezione detta “naturale”), in una società l’apparenza può portare maggiori vantaggi (piacendo i neologismi: selezione “sociale”) che saper correre oppure saper pensare oppure conoscere. Già questo ci porta a riflettere che in fondo oltre all’accettazione del sé ci dobbiamo occupare anche di accettare i fatti della vita.

  • Bè l’accettarsi non è per tutti cosa facile, è questo è un dato di fatto, e soprattutto sotto gli occhi di tutti.

    Il problema è un problema che nella maggior parte delle volte non viene considerato, talvolta nemmeno proposto e discusso. Pensio sia importante sviluppare una argomentazione sull’accettazione di sè stessi, perchè la manifestazione -diciamo- di questo problema si ha con l’avvenuta dell’addolescenza, e non solo, basti pensare che le sessantenni si fanno il lifting per apparire più giovani, prima o poi s’invecchia e queste signore dovrebbero farsene una ragione, forse è un modo per ritrovare se stesse, ma non ne sono convinta a pieno, a menoche non si ricorra a certi trattamenti estetici per gravi patologie, o comunque gravi deformazioni esteriori.

    Come dicevo l’argomento è complesso, e ammetto di aver avuto i miei complessi, ma ora quando mi guardo allo specchio e penso: ” uffa…da domani dieta ( si non sono grassa, ma nemmeno magra! ), poi mi siedo a tavola davanti a un piatto di pasta ( porzione da 75 grammi) e dico, massì se piaccio così bene, altrimenti Amen, eppoi il problema fisico con una alimentazione accurata sport si coregge, siccome non lo vedo come un disagio mi accetto così come sono”

    SONO SEMPLICEMENTE IO, datemi retta c’è di peggio nella vita…

    Tutti vorebbero da quanto capisco tutto facile, ma tutto facile non è. se prima non si ascoltano i propri bisogni e la crema, l’operazione chirugica per sfizio non sono utili se non abbiamo fatto un percorso interiore, quindi se stai male con te stesso il ritocco andrà solamente a colmare il vuoto, ma non il reale motivo del disagio. Troppo noiosa eh?

    ognuno è libero di fare ciò che vuole…i risultati poi sono agli occhi di tutti..

    un carissimo saluto

    Giulia

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