Obliquità

August 4, 2009 by · 1 Comment
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Il pensiero obliquo è una forma spinta di quell’arte della deduzione che tanto bene veniva esercitata da Sherlock Holmes: consiste nel dedurre (abdurre per essere pignoli) fatti ignoti da fatti noti, con tre particolarità, e cioè sforzando al massimo i nessi logici, usando più di un fatto noto (in modo da fare delle sorte di triangolazioni), ma soprattutto utilizzando come fatti noti da cui dedurre quegli ignoti, fatti che normalmente nessuno si sognerebbe di usare per quello scopo. Detto in una parola si tratta di cogliere conseguenze inaspettate da fatti banali.

Il ragionamento obliquo può dare grandi soddisfazioni: il Presidente, si sa, trasforma in oro tutto quello che tocca, ed ultimamente ha sdoganato la figura professionale, prima un po’ negletta, della escort, che adesso è a buon titolo una protagonista del baraccone nazionale. Tempo fa sentii alla radio che ne erano accorse molte a Verona in occasione di una fiera di vini, perchè ci sarebbero stati in quelle sere tanti imprenditori che si sentivano soli e potevano volere compagnia.

Cercando in rete si scopre che molte pubblicizzano i loro servizi (o loro stesse, che è lo stesso) sul web. Si scopre che per semplificare le ricerche sono suddivise per città. Si scopre che vi sono città in cui ve ne sono molte e città in cui ve ne sono poche. Vale a dire (e qui scatta il ragionamento obliquo) che – stante la legge del mercato per cui l’offerta è determinata dalla domanda – ci sono città in cui si tromba di più e città in cui si tromba di meno.

Genova è in fondo alla classifica.