La genesi del mostro

August 23, 2009 by admin
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“Mi chiamo Virgola/sono un gattino/sono la stella del telefonino/chiusa parentesi chissà chi è/se non rispondi questo non lo saprai mai”

Questo è il mostruoso testo di una mostruosa suoneria per telefoni cellulari, che imperversa da qualche tempo a questa parte. Non voglio dire nulla circa il cattivo gusto, circa i costi spaventosi, circa il martellamento pubblicitario e circa l’immoralità di questo modo di acchiappare soldi ai bambini.

Voglio dire che questa mostruosità non nasce dal nulla. Ha degli antecedenti.

Il motivetto è quello della sigla della trasmissione “Buonasera con…” (un contenitore per ragazzi della RAI andato in onda nel 1978) cantata da Renato Rascel, e di cui mutua, storpiandolo orrendamente, parte del testo:

“Noi siamo piccoli, ma cresceremo/e allora, virgola, ce la vedremo/chiusa parentesi, riporto sei/noi siamo piccoli, ma dateci del lei”

ove “virgola” non è il nome di un personaggio, ma proprio il segno di interpunzione.

Ma in realtà un Virgola esisteva, solo che era un cane e non un gatto: se ne parlava in una canzone per bambini grossomodo coeva alla trasmissione RAI:

“Virgola Virgola con le orecchie a sventola/era il cane di un bambino di città/mangiava sedano, fegato, riso con le vongole/ed era abituato come un vero marajà”

La storia, edificante, era quella di un cane di un bambino di città, che viveva nel lusso ma alla fine veniva abbandonato, per essere raccolto da un bambino di campagna, con cui deve adattarsi a una esistenza più ruspante ma molto più gratificante sotto il profilo affettivo. In essa convivevano le tematiche animaliste che in quegli anni iniziavano a fare capolino, l’intento pedagogico e il tòpos letterario del “buon selvaggio” con la superiorità della vita agreste su quella di città, inserendosi nel filone già battuto da Nino Ferrer (la civiltà è bella, ma/viva la campagna che ti da…) e Adriano Celentano (a piedi nudi/a giocare nei prati/mentre là in centro/respiro il cemento).

Ma non è questo il punto.

Il punto è che l’inventore della esecrabile suoneria doveva sicuramente avere in mente il testo e la musica di Rascel e la storia di Virgola, e pensando che nessuno se ne ricordasse, o più probabilmente non ricordandosene bene lui, ha tratto dalla sua stessa confusione mentale il terribile ibrido.

Il sonno della ragione genera mostri.

Comments

2 Comments on La genesi del mostro

  1. Giulia on Sun, 23rd Aug 2009 23:26
  2. Sì sono d’accordissimo con te sul fatto che sia una suoneria terribilmente orribile ( scusa il gioco di parole ), e sul resto non essendo ancora nata negli anni 1978 non potrei dire nulla..

    Eppoi sai com’è queste cose disgustose sono quelle che rovinano tutti ed in particolare quelli nati prima e dopo il 1989…dicono sia ” figo avere una suoneria così “…io onestamente preferisco altro, ma purtroppo e fortunatamente non siamo tutti uguali…viva la diversità!

    Sono nata nel 1989 e fortunatamente ho caratteristiche e ideologie diverse da quelle dei miei coetanei…quindi odio in primis queste diavolerie che ti esauriscono il credito telefonico, dato che poi si autorizzano ad abbonarsi a te…mah…non so che dire, il mondo gira al contrario

  3. Maxx on Mon, 24th Aug 2009 13:02
  4. Il vero mostro e il meccanismo denominato “servizio su abbonamento” che ti asporta 5€ alla settimana solo per aver scaricato la suddetta mostruosa suoneria e che richiede improbabili “riti” e “parole magiche” per essere disattivato.