Povero untorello…
Mi sono beccato una brutta influenza che mi ha tenuto una settimana a letto con la febbre, responsabilmente non sono andato a lavorare, e per fare rinviare le udienze ho mandato un certificato medico. In una occasione il pubblico ministero ha fatto i fuochi artificiali perchè il certificato non era formulato come diceva lui (i pubblici ministeri sono tutti onniscienti, e comunque eccellenti medici, del resto i soli certificati che gli vanno bene sono quelli che constatano il decesso), in un’altra occasione due truci funzionari della questura hanno semplicemente insinuato che il certificato fosse falso e prodotto solo per lucrare un rinvio.
Insomma gli avvocati devono morire in udienza ed oggi – febbricitante, tossente e sputacchiante – mi sono improvvisato una credibile attività di untore. Non erano molto contenti. Però se la sono cercata…
Non so voi
Non so se avete mai sentito nominare Camille Saint-Saëns: era un musicista francese vissuto a cavallo del 1900. Un compositore serissimo che ha scritto roba serissima, come la strepitosa sinfonia “Organo”, o la “Danza Macabra”, solo per nominare quelle più note.
Ma a me la cosa che piace di più è “il carnevale degli animali”: inzia con la marcia reale del leone, poi arrivano – come in corteo – gli altri animali, galline e pulcini, asini selvatici, tartarughe, l’elefante, canguri, in ogni quadretto riconosci l’animale descritto, tanto la musica lo rende bene, e andando avanti con una leggerezza magica, ecco pennellato in modo sublime, l’acquario ed il cuculo nel folto dei boschi, ed anche dei “personaggi con le lunghe orecchie”. Poi slitta nel surreale ed ecco arrivare anche i pianisti (che per Saint-Saëns sono degli animali) ed i fossili (chi potrebbe dire che quelli non son fossili!). Alla fine arriva anche il cigno, e ci son tutti, ed allora può iniziare la festa, con un meraviglioso gran finale in cui – immagino – tutti ballano felici. E’ una musica molto allegra, ma non è banale, si vede che dietro c’è del mestiere e anche del genio, che – si sa – ogni tanto si vuole anche divertire.
