L’erba a me vicina
Connaturale alla condizione del forzato è la ripetizione coatta degli stessi gesti, così io, recluso nel mio personalissimo “giorno della marmotta”, ogni mattina posteggio la mia vettura nello stesso posto del parcheggio sulla cima della collina, che dista centosessantasei precisissimi scalini dal mio studio; sempre a fianco di un’aiuola spartitraffico, forse un po’ troppo grossa per essere in un parcheggio (sai quante auto ci starebbero) che non ha nessuna funzione ornamentale, sicchè in essa vi è solo dell’erba. Come in tutti i luoghi maledetti, la maledizione di Dio si manifesta con la furia degli elementi, e su quella collina spira senza sosta un vento inarrestabile, sotto cui l’erba si piega. A dispetto di tutto però, quell’erba cresce molto rapidamente, finchè un giorno non verrà a tagliarla l’omino del Comune. Egli non ha la implacabile grazia dell’aratro di Catullo, che recide il fiore al margine del campo, e sbranando l’erba con il decespugliatore imbratterà all’inverosimile la mia autovettura, posteggiata sempre nello stesso posto.
Rimedi naturali
Il mio medico di base pratica con successo una singolare forma di medicina alternativa: è talmente impegnato, talmente introvabile, talmente lungo, che in genere quando finalmente riesco ad ottenere una visita, ormai mi è già passato tutto.
Perdo colpi
Stamattina verso le sei e mezza, mentre venivo in ufficio in macchina, ascoltavo della musica, e a un certo punto è iniziata una ciaccona in re di Pachelbel. Io ho detto, ah ecco la ciaccona in re di Pachelbel, solo che non ricordo più se sia quella in re maggiore o in re minore. Poi è iniziata l’altra ed ho capito che considerazione stupida avevo fatto, perchè ascoltandola la tonalità era così evidente che solo un sordo avrebbe potuto non sentirla.
Ingravescentem aetatem
Passa alla radio una curiosa pubblicità in cui vengono elencate una serie di espressioni della lingua italiana, presentate come desuete (missiva, in guisa di, paltò, etc…). Ma, un momento, sono tutte espressioni che io uso abitualmente!
Non so perchè
ma sento l’irrefrenabile bisogno di confessare che di tutta la musica spettacolare che ha scritto Cèsar Franck, io prediligo indiscutibilmente il “piece heroique pour grand orgue”.
