The gate of Hell

La porta dell’Inferno è una porta parlante, ed è anche piuttosto loquace. Per prima cosa spiega dove si va attraversandola:

Per me si va ne la città dolente
Per me si va ne l’etterno dolore
Per me si va tra la perduta gente

Una città sofferente di un dolore eterno, abitata da gente perduta; non un bel posto, insomma. Poi prosegue spiegando chi l’ha fatta e perchè.

Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate
la somma sapienza e l’primo amore.

Essa è lo strumento della giustizia di Dio, che viene indicato con i tre suoi attributi principali, giusto perchè non possano nascere equivoci sul responsabile. Poi comunica un particolare apparentemente insignificante, quasi con un pizzico di vanità:

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, ed io etterna duro

Tanto per non sbagliare, prima di lei vennero create solo cose eterne, ed è eterna pure lei: lo spiega perchè sia chiara la tragica realtà (che poi è quello a cui voleva arrivare):

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.

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