Inferi

December 12, 2009 by admin · Comments Off
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Non sempre è facile mettere d’accordo il teologo con il poeta, ma a volte ci si riesce: scrive José Antonio Fortea: “l’iniquità, come la santità, arriva in alcuni uomini a un grado così alto che tanto la condanna, come la beatitudine, hanno inizio in vita. Ci sono uomini che vivono in un vero e proprio odio, immersi in una rabbia continua, ma allo stesso modo ce ne sono altri che vivono in un vero e proprio abisso d’amore. In realtà l’eternità non è altro che la continuazione dello stato nel quale ognuno di noi si trovava in vita. Per i santi, l’eternità sarà questo amore che già provano nei confronti di Dio. Per i condannati, la condanna sarà lasciarli per l’eternità in questo stato  che già vivono sulla terra. Cielo e inferno hanno inizio sulla terra.”

Secondo me è lo stesso concetto che esprime Ungaretti: “so che l’inferno si apre sulla terra/su misura di quanto/l’uomo si sottrae, folle/alla purezza della Tua passione”.

Forse, come per ciascuno la morte ha uno sguardo, per ciascuno l’inferno ha una forma, io stasera a casa da solo, non ho saputo fare altro che sedermi sul divano, circondarmi dei miei apparecchietti (iPod, iPhone, Blackberry, netbook, due cellulari e il lettore di eBook) e affondare nel lago della mia solitudine. Non so perchè, ma mi sembra un lago.

E mi viene in mente il testo dell’offertorio della messa da requiem, dove in effetti l’inferno è un “lago profondo” (forse reminiscenza dello stagno di fuoco della Apocalisse di Giovanni): “Domine, Iesu Christe, Rex gloriae, libera animas omnium fidelium defunctorum de poenis inferni et de profundo lacu. Libera eas de ore leonis, ne absorbeat eas tartarus, ne cadant in obscurum”.

Processo greve

December 12, 2009 by admin · 3 Comments
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Chissà se nelle alte sfere, ove si discetta di processo breve, sono stati informati della reale situazione, cioè se sanno che il processo sarebbe breve se non fosse un vero percorso a ostacoli, irto di trappole e di inutili difficoltà. Viene da me un tipo con un avviso di conclusione delle indagini, mi rilascia la nomina e vado a vedere il fascicolo. La nomina non può essere depositata li, ma al ruolo generale. Cosa esso sia, intender non lo può chi non lo prova: è una sorta di non luogo, caratterizzato da attese pazzesche, code interminabili e frequentissime sospensioni del servizio. Se solo si riuscisse a far marciare questo posto, sarebbe come mettere il booster ai processi. Ieri c’era lo sciopero e dovendo tutelare i sacrosanti diritti dei lavoratori democratici, quelli del mio cliente devono scomparire. Stamattina sono caparbiamente in coda dalle otto e mezza davanti allo sportello chiuso. Aprirà alle nove, ma potrebbero anche non funzionare i computer o esserci chissà quale problema. Finchè non deposito la nomina non posso depositare la memoria che ho scritto, quando deposito la memoria il fascicolo potrà andare avanti, sennò deve aspettare venti giorni. Robetta, ma se avessi potuto fare tutto la settimana scorsa sarebbe stata comunque una settimana guadagnata, e se allo stesso modo si potessero recuperare le altre perdite di tempo, il processo durerebbe la metà. Mi viene voglia di rassegnarmi al detto di un collega: “sia pure in un’ottica distorta, tanto peggio, tanto meglio”.