A.D. MMX
“Perdono tutti, e a tutti chiedo perdono”: così si congedò Cesare Pavese. Senza voler arrivare a tragiche conseguenze, a me sembra che questa affermazione sottintenda un ragionamento fondamentalmente corretto, e cioè che la vita implichi un bilancio tra le proprie azioni e quelle altrui, che però alla fine si chiude sostanzialmente in pareggio. Sarebbe cosa su cui riflettere per i molti che ricordano il bene fatto e il male ricevuto, ma non il bene ricevuto ed il male fatto, ed anche per coloro che al contrario sanno ricordare il male fatto ed il bene ricevuto e magari non viceversa. La vita è un bilancio fondamentalmente in pareggio. Le anime purgate giunte al paradiso terrestre, prima di ascendere al Paradiso si dovevano bagnare in due fiumi, il Lete, che donava l’oblio del male fatto, e l’Eunoe, che donava il ricordo del bene compiuto. Forse in ciò sta l’equilibio: dimenticare il male fatto e ricordare il bene. Lavarsi ciascuno in vita nel proprio Lete e nel proprio Eunoe, e così – forse – saremmo migliori.
