E buona apocalisse a tutti.

Da qualche tempo a questa parte l’amministrazione cittadina, in una sorta di delirio messianico, annuncia sempre più frequentemente l’imminenza della fine del mondo. E si comporta di conseguenza: chiude scuole, invita a non prendere la macchina, compra tonnellate di sale. Stamattina pare proprio che l’apocalisse – almeno per oggi – sia stata rimandata. Mi resta il dubbio a quale delle due massime espressioni della genovesità debba ascriversi questo comportamento, e cioè se alla particolare sensibilità dei genovesi alle condizioni climatiche avverse o al loro intenso desiderio che nessun “foresto” la mattina metta piede in città (laddove per essere foresti basta abitare a Sori).

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