Il prezzo è giusto
Leggo su Wired di una giovane che avrebbe messo all’asta su Ebay la propria verginità. Se la sarebbe aggiudicata un magnate australiano per la bella cifra di 37 milioni di dollari. Leggo che poi si sarebbe dovuto ritirare perche la moglie non era d’accordo. Immagino principalmente per l’esborso.
Tirarsele addosso
Che un asteroide rischi di colpire la Terra è di per sè una cattiva notizia; che gli scienziati si stiano fin d’ora adoperando per scongiurare una simile eventualità, è invece di per sè una buona notizia. Ovviamente tutti speriamo che le loro iniziative siano coronate dal successo. Solo una cosa: era proprio il caso di chiamarlo Apophis?
Uomini
Iniziamo con una barzelletta:
Una festa elegante, gente in smoking con la coppa di champagne in mano, un tipo si avvicina a un altro e gli dice: “la vede quella bionda laggiù? E’ mia moglie. E quella brunetta che parla con lei? E’ la mia amante”. E l’altro: “che combinazione! Per me è esattamente il contrario”.
Adesso un test.
Dopo questo rivelatore colloquio, cosa è successo?
1. I due si sono presi a pugni.
2. I due hanno iniziato a confrontare le proprie agende per evitare fastidiose sovrapposizioni.
3. I due sono andati a bere una birra insieme.
Lasciatemi la vostra opinione.
Dilettissima
Oggi sono stato alle direttissime. Le direttissime sono il massimo esempio di macelleria giudiziaria che il nostro ordinamento possa offrire, consistono in un rito velocissimo per spedire velocemente in galera poveracci arrestati nella flagranza di reati nemmeno troppo gravi (per quelli gravi anche se commessi in flagranza, l’arresto viene convalidato dal giudice per le indagini preliminari e poi si fa il processo normale. Funziona così: uno viene arrestato e la mattina successiva viene condotto davanti al giudice dagli stessi che lo hanno arrestato. Il giudice si fa raccontare cosa è successo e perchè lo abbiano arrestato, poi l’arrestato racconta la sua versione dei fatti, poi il pubblico ministero fa le sue richieste in ordine alla convalida (cioè se hanno fatto bene ad arrestarlo) e sulla misura da applicare, cioè se debba restare in gabbia. Conclude il difensore e poi il giudice decide. A questo punto la palla passa al difensore, che può chiedere che si proceda (subito!) con il processo ordinario, che può chiedere un rito alternativo (subito!) o chiedere un termine per studiare un po’ la cosa (wew…). Va da se che chiedere un termine con l’interessato in gabbia più essere difficile. Sembra una cosa plausibile, ma non la si capisce se non si tocca con mano l’atmosfera. Innanzitutto occorre decidere tutto si due piedi e sulla base di pochissimo materiale, spesso si tratta di difendere un indifendibile, non si riesce a cominciare prima di mezzogiorno per burocrazie varie, all’esterno dell’aula stazionano genitori, fidanzate e parenti affranti che mendicano notizie e sperano di riportarsi indietro il malcapitato. Il colloquio con il cliente avviene nel corridoio alle spalle dell’aula, in mezzo a un bivacco di carabinieri e di ammanettati, il colloquio coi parenti avviene in cortile. Oggi direttissima tra gli altri per due tipi, uno aveva venduto un grosso pezzo di fumo, l’altro se lo era comprato, ma aveva in casa un bilancino e quindi han pensato che uno fosse il grossista e l’altro il dettagliante. Beh, il grossista – forse perchè aveva un lavoro – ha beccato l’obbligo di firma, il dettagliante – forse perchè disoccupato – gli arresti domiciliari. La giustizia modula il suo rigore sul metro della sfiga.
E buona apocalisse a tutti.
Da qualche tempo a questa parte l’amministrazione cittadina, in una sorta di delirio messianico, annuncia sempre più frequentemente l’imminenza della fine del mondo. E si comporta di conseguenza: chiude scuole, invita a non prendere la macchina, compra tonnellate di sale. Stamattina pare proprio che l’apocalisse – almeno per oggi – sia stata rimandata. Mi resta il dubbio a quale delle due massime espressioni della genovesità debba ascriversi questo comportamento, e cioè se alla particolare sensibilità dei genovesi alle condizioni climatiche avverse o al loro intenso desiderio che nessun “foresto” la mattina metta piede in città (laddove per essere foresti basta abitare a Sori).
Spigolature
In questi giorni sono stato talmente solo che ho già finito tutti i cruciverba della settimana enigmistica.
Le esequie ai tempi di internet: oggi sono stato a un funerale, uno dei sacerdoti che aveva celebrato, durante la processione uscendo dalla chiesa (paramenti e tutto), ha improvvisamente estratto una fotocamera digitale e ha iniziato a fare foto.
Io sono strano e qualche volta, anzichè col cappotto, esco col tabarro (una specie di mantella lunga). Tutte le volte incontro qualcuno che pensa che sia la toga da avvocato.
A.D. MMX
“Perdono tutti, e a tutti chiedo perdono”: così si congedò Cesare Pavese. Senza voler arrivare a tragiche conseguenze, a me sembra che questa affermazione sottintenda un ragionamento fondamentalmente corretto, e cioè che la vita implichi un bilancio tra le proprie azioni e quelle altrui, che però alla fine si chiude sostanzialmente in pareggio. Sarebbe cosa su cui riflettere per i molti che ricordano il bene fatto e il male ricevuto, ma non il bene ricevuto ed il male fatto, ed anche per coloro che al contrario sanno ricordare il male fatto ed il bene ricevuto e magari non viceversa. La vita è un bilancio fondamentalmente in pareggio. Le anime purgate giunte al paradiso terrestre, prima di ascendere al Paradiso si dovevano bagnare in due fiumi, il Lete, che donava l’oblio del male fatto, e l’Eunoe, che donava il ricordo del bene compiuto. Forse in ciò sta l’equilibio: dimenticare il male fatto e ricordare il bene. Lavarsi ciascuno in vita nel proprio Lete e nel proprio Eunoe, e così – forse – saremmo migliori.
