Larvatus Prodeo
Nel breve spazio di un solo istante
vola e ricade il gesto inatteso
che non sa ritrovarsi, non sa cosa dirsi
smarrito nei mille meandri
di sorti ritorte o invidiosi dèi
e non sa neppure
d’esser stato bello.
Codice di rito, rituale del codice
Il processo penale è una liturgia, che deve essere rispettata perchè in esso – come in realtà avviene sempre – la forma determina la sostanza. La determina soprattutto nel campo più delicato, quello della acquisizione della prova: se la prova viene acquisita in violazione del modello legale (cioè del rito, ed infatti le deviazioni le chiamiamo “irrituali”) non è utilizzabile dal giudice per la decisione, cosicchè la prova utilizzabile è quella acquisita secondo il modello legale. La conseguenza estrema è che nel processo penale ciò che è (processualmente) “vero” è ciò che, essendo conforme al modello legale, è utilizzabile. Davvero la forma dell’acquisizione della prova ne determina la sostanza. Ciò non confligge con il principio del libero convincimento del giudice, perchè quello presiede non al momento della acquisizione della prova, ma al momento della sua valutazione, che è cosa diversa. Il giudice valuta liberamente le prove legalmente acquisite e non altre. La questione non è oziosa in un momento come quello attuale in cui appare sempre più forte la tentazione del legislatore di vincolare il giudice a modelli legali, come sta avvenendo nel settore della determinazione della pena. Per capire l’insidiosità di certe scelte basta riflettere sul fatto che limitare i poteri del giudice nella fase dell’acquisizione per espanderli nella fase della valutazione della prova e la creazione di una verità formale, sono caratteristiche dei sistemi accusatori. I sistemi inquisitori davano al giudice la libertà di ricercare ed acquisire la prova al di fuori di ogni forma, vincolandolo poi (forse per un ritorno di coscienza) nella fase delle valutazione a modelli di prova legale. Ciò, unito alla mitologia della possibilità di conoscere “la verità” (quella oggettiva ed assoluta) fu ciò che originò la tortura giudiziaria. Il pericolo sta nel fatto che – come insegnavano i miei maestri – l’introduzione di una norma inquisitoria in un processo accusatorio comporta la deriva dell’intero sistema verso il paradigma inquisitorio.
Pensateci quando si inneggia ai vari pacchetti sicurezza.
C’è da impazzire
Stamattina arrivo in studio e trovo un computer morto. Morto, encefalogramma piatto, non si accende. A fronte dei tempi dell’assistenza e delle menate della pràivasi (riparatelo voi un computer senza i dischi fissi) lo apro per verificare almeno le cose semplici. Pare che non arrivi corrente: apro il trasformatore. Voglio sapere chi è il pirla che mette un fusibile direttamente saldato al circuito stampato. Provo col cercafase: il fusibile è ok e la corrente arriva. Rassegnazione. Rimonto il tutto per portarlo nel pomeriggio all’assistenza. Attacco il cavo ed è un tripudio di lucine. Funziona. La sola cosa che ho fatto è stato far prendere aria all’alimentatore. Scusatemi, ma non capisco.
