Lo possiamo torturare?

February 3, 2010 by admin · 4 Comments
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L’ossessione per la verità propria dei processi inquisitori genera l’idea che l’imputato sia “colui che sa”, il che non è sempre scontato, specie se l’imputato è innocente; il meccanismo di valutazione legale della prova comporta che si realizzi una gerarchia delle prove, nella quale è fatale che il primo posto venga occupato dalla confessione (il sogno di ogni inquisitore è l’imputato che confessa e subito dopo invoca su di se la pena). Queste due idee concorrono a formarne una terza, e cioè che si debba a ogni costo estorcere la confessione all’imputato. Nasce e viene legittimata la tortura giudiziaria. Ora, mi son sempre chiesto se sia eticamente poi tanto differente minacciare un male per far parlare un imputato o promettergli un vantaggi, come avviene coi c.d. pentiti. La tortura giudiziaria è una idea seducente solo in quanto seducenti sono le due idee che la hanno generata. Voglio dire questa enormità non deve per forza essere il frutto di malvagità e stupidità, ma facilmente può essere conseguenza di vizi intrinseci al sistema processuale, come capì Friedrich Von Spee, nel suo Cautio criminalis, che dovrebbero metterlo obbligatorio nelle scuole.

Discorso sui massimi sistemi

February 3, 2010 by admin · Comments Off
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I processi penali di ogni tempo e luogo si possono ricondurre a due archetipi fondamentali, quello accusatorio e quello inquisitorio (non credo al modello misto perchè è un falso modello e poi entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem). Il processo accusatorio è preferibile a quello inquisitorio, perchè quest’ultimo è solo in apparenza più rapido in efficace, mentre in realtà ha solo una spiccata tendenza alla produzione di falsi positivi (cioè a portare alla condanna di innocenti) e di ciò esiste una riprova storica. Il fatto è che il processo inquisitorio si fonda sull’idea che esista una verità oggettiva, che sia conoscibile, e che possa essere raggiunta da un individuo da solo, cioè è privo di quel concetto dialettico della verità proprio del processo accusatorio. Il processo inquisitorio quindi fonde le tre figure dell’accusatore del difensore e del giudice in un unico soggetto (con ciò intendendo non necessariamente una persona, ma anche un organismo) che – in modo schizofrenico – accusa, poi trova elementi a discarico ed infine giudica. Il processo inquisitorio consente a questo strano soggetto di utilizzare per decidere le prove che lui stesso ha raccolto da solo e senza controllo nel corso di una istruttoria spesso e volentieri segreta, salvo poi legarlo a valutazioni legali di dette prove (due testimonianze provano più di una etc…). Non occorre andare a cercare l’inquisizione spagnola: è facile dare vita a certi meccanismi perseguendo scopi di semplificazione e maggior rapidità dei processi.