Lo possiamo torturare?

L’ossessione per la verità propria dei processi inquisitori genera l’idea che l’imputato sia “colui che sa”, il che non è sempre scontato, specie se l’imputato è innocente; il meccanismo di valutazione legale della prova comporta che si realizzi una gerarchia delle prove, nella quale è fatale che il primo posto venga occupato dalla confessione (il sogno di ogni inquisitore è l’imputato che confessa e subito dopo invoca su di se la pena). Queste due idee concorrono a formarne una terza, e cioè che si debba a ogni costo estorcere la confessione all’imputato. Nasce e viene legittimata la tortura giudiziaria. Ora, mi son sempre chiesto se sia eticamente poi tanto differente minacciare un male per far parlare un imputato o promettergli un vantaggi, come avviene coi c.d. pentiti. La tortura giudiziaria è una idea seducente solo in quanto seducenti sono le due idee che la hanno generata. Voglio dire questa enormità non deve per forza essere il frutto di malvagità e stupidità, ma facilmente può essere conseguenza di vizi intrinseci al sistema processuale, come capì Friedrich Von Spee, nel suo Cautio criminalis, che dovrebbero metterlo obbligatorio nelle scuole.

Comments 4

  • Gli è che la tortura è molto spesso una idiozia.

    Perché la tortura serva (non che sia etica, ma almeno abbia un senso) è necessario avere una pre-informazione e cioé che la persona che si intende torturare abbia effettivamente l’informazione che desideriamo.
    Esempio: se il M.llo dei RR.CC. vede due che scappano insieme dopo aver spaccato una vetrina e riesce ad acciuffarne solo uno, ha senso torturare il prigioniero per farsi dire il nome del complice perchè è ragionevolmente certo che il prigioniero conosca almeno il nome del complice. E’ immorale, ma è sensato.

    Ma se io catturo taluno che sospetto aver spaccato una vetrina (ma non lo so con certezza) il sottoporlo a tortura è del tutto inutile e, come diceva Verri, la risposta sarà influenzata solo dalla capacità del torturato di resistere al dolore.

    Il fatto che taluno “confessi” sotto tortura il possesso di una informazione è del tutto irrilevante.

    • Sottoscrivo pienamente, ecco perchè penso che sia anche conseguenza dell’ossessione del sistema inquisitorio per la verità, cui consegue la convinzione che l’imputato sia “colui che sa”. Ai nostri tempi un grande giurista sostenne che se fosse stato possibile estrarre dalla mente dell’imputato quello che sa senza nuocergli, sarebbe stato opportuno farlo. Io credo che esista anche un problema di rispetto dell’individuo.

  • Coloro che vogliono la Verità a tutti i costi sono il Male, coloro che negano ogni verità sono il Male. Parola del signore con il cappello a quadretti che attraversa la strada!

Leave a Reply

%d bloggers like this: