Il disastro continua

Un tempo, nemmeno troppo lontano, quando mi arrivava un decreto di citazione per il tale giorno davanti al giudice Pinco, bastava che mi presentassi quel giorno nell’aula di Pinco.

Oggi non basta più, perchè anche se mi hanno citato davanti al giudice Pinco, sempre più spesso scopro, la mattina stessa dell’udienza, che il giudice Pinco, per i suoi processi, è sostituito dal giudice Pallo.

Pazienza, basta andare in un’aula piuttosto che in un’altra. Ma talvolta capita che anche il giudice Pinco tenga udienza nell’aula a fianco del giudice Pallo, ed il mio processo sarà tra quelli che Pinco si è tenuto o tra quelli che ha mandato a Pallo?

Basta leggere gli statini affissi fuori dall’aula, ma c’è quello di Pinco e non quello di Pallo. Siccome il mio nello statino di Pinco non c’è, sarà finito a Pallo, il quale però non ha il fascicolo. Orrore e raccapriccio.

Il fascicolo salta fuori dopo un po’, proveniente dal giudice Pallina, che davvero non si capisce cosa c’entri, ma ormai siamo abituati a accettare serenamente che la nostra vita sia piena di mistero.

Menomale che nel processo penale c’è una regola per cui se il processo inizia davanti a uno deve per forza finire davanti allo stesso (e infatti se cambia, per una qualsiasi ragione, si ricomincia tutto daccapo), perchè nel processo civile, in cui questa regola non esiste, cambiare almeno tre giudici (cioè fare decidere uno che non ha assistito alle prove) è ormai la regola.

Siccome cambiare il giudice nel corso del processo (penale) lo riporterebbe ogni volta al via, non è che i cambi non ci siano, ma si concentrano tutti all’inizio, quando attività probatoria non vi è stata.

Questo fuggi fuggi processuale, questo assurdo scaricafascicolo, non giova alla sveltezza dei processi, e non è un problema di norme, ma solo un problema di organizzazione.

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